Crimi, in fumo il Tricolore È tutta colpa di un treno
Lorenzo Crimi

Crimi, in fumo il Tricolore
È tutta colpa di un treno

Il campioncino di Rovellasca si affida al trasporto pubblico e non arriva a Mortara

Un Campionato italiano non disputato a causa di un treno. Sembra impossibile eppure è una storia vera quella raccontata da Lorenzo Crimi, ginnasta di Rovellasca. Venerdì doveva partecipare al tricolore Gold senior a Mortara, negli esercizi al corpo libero e al volteggio, dove aveva guadagnato il pass nella fase regionale e zonale, ma non è mai arrivato al Palamassucchi.

«Purtroppo sono molto deluso dall’organizzazione dei mezzi pubblici - spiega il comasco, 19 anni -. A causa di alcuni treni cancellati, io non sono riuscito a presentarmi in gara. Sono davvero senza parole».

Tocca alla madre Ramona Rimoldi, responsabile tecnica del settore del trampolino elastico in Lombardia, aggiungere altri particolari. «Mio figlio è rimasto profondamente dispiaciuto e anche arrabbiato - dice -. Ci tiene moltissimo alla sua indipendenza e vuole muoversi da solo, sia per andare a scuola che a Busto Arsizio ad allenarsi. E così ha fatto anche venerdì».

Il rovellaschese aveva programmato tutto, nei minimi particolari, informandosi anche sulla regolarità della circolazione ferroviaria che era stata assicurata. Non si è preoccupato nemmeno quando ha saputo che il padre e la madre sarebbero stati entrambi impegnati, per lavoro e per un problema familiare.

Ha preso la sua sacca e si è diretto, per tempo, verso la stazione di Rovellasca. Il treno con il quale doveva iniziare il viaggio per raggiungere Busto dove sarebbe partito con gli altri ginnasti della Pro Patria per Mortara, non è mai arrivato. Infatti era stato soppresso. «Ho provato a chiamare il mio allenatore, per chiedere aiuto - aggiunge Crimi -, ma purtroppo era già sul campo gara e non ha sentito il telefono. Così ho preso la mia sacca e sono ritornato a casa, rinunciando agli italiani che avevo conquistato lavorando tutta l’estate».

Il rammarico è veramente grande anche perché il rovellaschese passa quasi tutti i giorni almeno tre ore sui treni regionali, per i suoi spostamenti a scuola, alla palestra di Busto Arsizio e anche al centro tecnico federale di Milano. E proprio un treno adesso lo ha tradito.


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