Da Ros: «Cantù è cambiata. Servirà “ricatalogarsi” per capire chi siamo»

Le tre vittorie di fila hanno caricato l’ambiente. Il capitano: «I problemi hanno minato l’armonia, e, prima di parlare di promozione, caccia al primato»

Da Ros: «Cantù è cambiata. Servirà “ricatalogarsi” per capire chi siamo»
Matteo Da Ros al tiro: a Orzinuovi ha giocato una grande gara
(Foto di gorini)

Capitano nuovo, ma quello “vero” è sempre e solo Luigi Sergio, Matteo Da Ros ha preso in mano la squadra con i veterani di Cantù. Con la fascia, che nel basket non c’è, ha disputato quattro partite: dopo lo stop a Mantova, per la S.Bernardo sono arrivati tre successi consecutivi.

Cantù è forse uscita dall’insolita alternanza vittoria-sconfitta, a cui quest’anno nessuno era abituato. Un cambiamento che ha fatto temere che, forse, Cantù non avesse i mezzi per stare davvero in alto.

Ma bisogna anche considerare le difficoltà per il gruppo e la società che hanno caratterizzato gli ultimi due mesi.

«Vicissitudini inattese»

Da Ros le elenca tutte: «I problemi ci sono stati, lo sappiamo e hanno un po’ minato l’armonia. Vicissitudini inattese, disguidi, la partenza di Johnson, il Covid, il calendario stravolto e, soprattutto, l’infortunio di Sergio non nego che abbiano inciso».

La svolta, in una “normalizzazione” che Cantù sta progressivamente ritrovando, è stata l’arrivo di Bryant.

«Bryant è spensieratezza»

Un “ragazzino” che ha stupito tutti, fin dal suo arrivo: «Ha portato spensieratezza e sono arrivate tre vittorie. Ne avevamo bisogno perché abbiamo giocato troppe partite in emergenza: penso a Treviglio senza due giocatori, a Torino senza Johnson e a Mantova ancora senza due giocatori. Abbiamo vinto contro avversarie meno quotate, ma ci voleva un ritorno alla vittoria, con una striscia positiva che puntiamo a incrementare».

Per Da Ros, ora Cantù ha da sistemare “solo” l’approccio alle partite: «Dopo alcuni anni in serie A, con tutto il rispetto dovuto per tutti, ho ritrovato un’A2 un po’ al ribasso dal punto di vista della qualità. Quindi dico che le squadre che puntano in alto, se commettono dei passi falsi, lo fanno soprattutto per mancanza di concentrazione o per problematiche serie e contingenti, perché sui valori tecnici non c’è confronto. Prendiamo il caso di Udine: ha perso con Biella, ci sono risultati a sorpresa che io spiego con un approccio poco corretto».

E Cantù è migliorata in questo senso? «Abbiamo dovuto sbattere la testa un po’ di volte prima di capirlo e non è detto che siamo guariti del tutto. Anche a Orzinuovi abbiamo commesso qualche dovuto a negligenza. Ma abbiamo ritrovato una grande serietà nel lavoro quotidiano e questo è un fattore importantissimo».

«Conoscersi e scoprirsi»

Udine e Pistoia non sono poi così lontane e saranno le prossime avversarie in campionato: «Prima ancora di parlare di promozione, dobbiamo darci l’obiettivo del primo posto. Abbiamo la necessità di riscoprirci, senza Sergio e con un nuovo giocatore. Dobbiamo “ricatalogarci”, ossia conoscerci e capire chi siamo alla luce dei cambiamenti nella squadra. E lo possiamo fare solo contro chi ha le nostre stesse ambizioni».

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