Emozioni al Palasampietro
Le foto davanti ai miti

«Entrarci è una sensazione unica, capisci quanto la Comense sia stata importante», dice Forgione

Entrare oggi al Palasampietro è davvero un’emozione: è il palazzetto più bello della provincia e trasuda i trionfi della grande Comense. Stupore da parte di chi ci mette piede per la prima volta, dopo che il Comune di Como lo ha preso in affitto in subconcessione da dicembre per un anno e mezzo (ma c’è da giurarci che sarà molto di più). Capita così di vedere le squadre ospiti immortalarsi in una foto ricordo in campo. Un tuffo al cuore invece per chi nella gloriosa casa nerostellata, dove è stata scritta la storia del basket femminile, ci ritorna.

La scomparsa della Comense è ormai relegata ai posteri, ma vedere acceso il Palasampietro riapre una ferita. La Comense c’è ancora, nell’aria: sul soffitto la lunga parata di scudetti e coppe, sul tabellone i nomi della semifinale scudetto di due anni fa, al centro del campo l’aquila scudettata 1872, nell’atrio le foto delle vittorie, in segreteria (chiusa) le coppe, su un muro uno striscione per Viviana Ballabio. La ragazze dell’Under 15 dopo l’allenamento gridano ancora lo storico “missultin sec”.

Francesca Forgione, Mara Invernizzi e Andrea Piccinelli, una vita in Comense e ora al Basket Como, sono tornati ad allenarsi al Palasampietro ed è stato un tumulto di emozioni. «Ho rivissuto tutti i bei momenti passati nella Comense, che era la mia seconda famiglia – dice Forgione -. Entrarci è una sensazione unica, alzi lo sguardo e capisci quanto la Comense sia stata importante. E sarebbe un sacrilegio togliere quello che è rimasto da allora. Non per nostalgia, ma per rispetto verso la Comense e tutto quello che ha fatto. Niente deve essere toccato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA