Frates: «Bel segnale per Cantù Chi dice sì, lo fa con convinzione»
Fabrizio Frates, direttore tecnico della Pallacanestro Cantù (Foto by Diemme)

Frates: «Bel segnale per Cantù
Chi dice sì, lo fa con convinzione»

Il direttore tecnico dell’Acqua San Bernardo - Cinelandia Park commenta la prima parte di mercato

Il punto di Fabrizio Frates. Il direttore tecnico della Pallacanestro Cantù, colui il quale sta tirando le fila del mercato della S.Bernardo-Cinelandia Park, fa un primo bilancio del lavoro dietro le quinte per l’allestimento della squadra che dovrà lottare per la promozione in A. Su questo tema, non ci sono tentennamenti: Cantù, lo dicono tutti, dovrà essere in A2 solo di passaggio.

Buongiorno Frates, siete soddisfatti del lavoro che state svolgendo?

Molto. Ci eravamo dati delle priorità tecniche nelle scelte, individuando alcuni profili che abbiamo centrato. Non è finita, mancano un paio di tasselli, ma siamo sulla buonissima strada.

Sembra facile a dirsi, meno a farsi…

Abbiamo innanzitutto verificato la disponibilità dei ragazzi. Tutti hanno capito la mission di quest’anno e hanno accettato le nostre proposte con notevole entusiasmo.

Quali sono stati e quali sono i punti decisivi?

La serietà e la bontà del progetto. Nessun giocatore ci ha fatto aspettare giorni e giorni, abbiamo ricevuto risposte rapide e affermative. Ottimo segnale, significa che il progetto è accattivante e che tutti hanno voglia di disputare una stagione di vertice per raggiungere insieme il traguardo. Siamo tutti ben consci anche delle pressioni che ci saranno, ma parliamo di giocator ambiziosi, come lo siamo tutti noi.

Il mercato degli italiani è quasi chiuso. Cosa manca?

Un giocatore italiano, nel ruolo di esterno. Perché direi che con i lunghi siamo a posto: con Nikolic che può giocare 4 o 5 e Da Ros il reparto è a posto. Non dimentichiamo che abbiamo ancora con noi Bayehe e c’è questo ragazzo russo, Boev, a cui vogliamo dare un’opportunità di valorizzazione e occasioni di crescita.

Quali linee-guida avete cercato e state cercando di adottare nella scelta del roster?

I nostri italiani sono diversi e complementari. Per esempio Sergio è un 3, ma volendo può essere impiegato come un 4 tattico, come ha già fatto. Bucarelli e Stefanelli sono due giocatori emergenti, con ambizioni, che giocano per un grande obiettivo, mentre Sergio è il grande esperto, un combattente da cui ci aspettiamo tanto sotto il profilo caratteriale.

Lo sforzo più importante invece sembra essere stato fatto per Da Ros. Che giocatore vi aspettate?

Ha fatto bene in serie A, ma in A2 è stato protagonista a Trieste. Con lui evidentemente bisognava essere appetibili ma, al di là del discorso contrattuale, pure lui ha sposato l’idea di venire a Cantù con ambizione. Ci potrà dare tanto in termini di intelligenza cestistica e conoscenza. Lui e Sergio devono essere due cardini della squadra, attorno a cui ruoteranno giovani di talento.

Capitolo Severini. Arriverà?

È di Verona, ma ci piace tanto perché ha caratteristiche perfette per il nostro gioco, soprattutto in relazione alla già citata complementarietà. Sarebbe l’ideale per noi, vediamo come andrà a finire la trattativa.

Su Procida vuol dire qualcosa?

Più che alla direzione sportiva, il suo caso è tra le mani dei legali. Per quanto ne so io è ancora sotto contratto con noi.

Passando agli americani, conferma la trattativa con Allen?

Sì, ci piace molto. È un play-guardia, giovane e molto interessante. A Idaho era un leader e ha una caratteristica: migliora sempre. In Europa arriva da un’ottima stagione nel campionato polacco.

C’è un capitano “in pectore”?

Non spetta a me deciderlo, i galloni in genere uno se li conquista sul campo.

Sodini è contento del lavoro fatto sin qui?

Da quanto sento io è entusiasta, come tutti. Noi di lui e lui di come noi stiamo creando la squadra. Gli piacerebbe dare un’identità aggressiva e brillante alla squadra, che possa anche piacere nel suo gioco ad alta velocità. Lo vedo soddisfatto.

Realisticamente, quali potrebbero essere le grandi avversarie di Cantù?

A occhio, dico che Udine ha fatto una campagna aggressiva: ha disputato la finale per la A ed è ripartita con un’intelaiatura. Si sta dichiaratamente rinforzando per vincere il campionato e ha praticamente completato il roster. Poi dico le solite: Forlì, Torino, Verona, Latina che ha fatto una squadra interessante, oltre a Scafati, Mantova e Ferrara.


© RIPRODUZIONE RISERVATA