«Gioco poco? Sì, ma ora   la squadra viene prima di tutto»
Maurizio Tassone, torinese, 28 anni, esterno dell’Acqua San Bernardo

«Gioco poco? Sì, ma ora

la squadra viene prima di tutto»

Maurizio Tassone, torinese della Pallacanestro Cantù, sfida domani a Desio il team della sua città: «Niente calcoli playoff, la concentrazione è al massimo».

Cantù-Torino, la partita di Maurizio Tassone. La sente un po’ più delle altre, perché il play dell’Acqua San Bernardo è torinese di nascita e il padre ha allenato l’Auxilium. Quest’anno, con le traversie societarie che stanno mettendo in crisi il club piemontese, il giocatore sta seguendo con attenzione le vicende della squadra della sua città. Di sicuro, però, non lo distrarranno dalla “mission” che si è data Cantù. Ossia arrivare i playoff.

E per farlo, battere Torino domani al PalaBancoDesio è più che un obbligo: «Non mi metto nemmeno a fare i conti o il calcolo delle probabilità. Siamo tutti proiettati sulla sfida contro Torino, la concentrazione è al massimo: solo battendoli possiamo andare a giocare a Sassari con un obiettivo. Come la vedo? Mi sembra come un esame universitario che ne blocca altri... se non lo superi, non vai avanti».

Tassone nell’ultimo periodo ha visto poco il campo, dopo una prima parte di stagione con più minuti e con prestazioni importanti: «Sarei falso e poco orgoglioso se dicessi che sono contento di giocare poco. Ma in questo momento viene la squadra prima di tutto. Le valutazioni si faranno a fine stagione, in questo momento siamo tutti concentrati su Torino, perché vogliamo provare a fare qualcosa di grande a Sassari».


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