Grana fidejussioni Il Como ora ci crede
Aspettando di conoscere il proprio destino, tra serie D o C, il Como continua a prepararsi in questo avvio di nuova stagione (Foto by foto Cusa)

Grana fidejussioni
Il Como ora ci crede

Documentazione non valida per 10 società ma la Federazione ha dato tempo fino al 28 settembre.

Una vicenda che ha dell’assurdo. E che tocca in un certo senso anche il Como, che si sente preso in giro. Anche se paradossalmente dai fatti delle ultime ore potrebbe arrivare un punto a favore da presentare davanti al Tar, nell’udienza del 13 settembre per sostenere il diritto al ripescaggio in serie C.

L’ultimo capitolo dell’infinito caos di quest’estate calcistica è un comunicato emesso l’altro ieri dalla Figc relativamente alle dieci società – due in B, Palermo e Lecce, e otto in C – che al momento dell’iscrizione hanno presentato fidejussioni della società Finworld, giudicate non idonee.

La vicenda era rimasta congelata, suscitando anche qualche polemica, sino alla decisione presa nelle ultime ore. Cioè questa: alle società interessate viene lasciato tempo sino al 28 settembre per sostituire la fidejussione Finworld con una valida. E nel caso questo non avvenisse, i club sarebbero comunque ammessi al campionato richiesto con una penalizzazione di 8 punti e il pagamento di una multa equivalente all’importo necessario. Quindi 800.000 euro per la serie B e 350.000 per la serie C.

Ci sono dunque almeno due aspetti che possono suscitare la protesta del Como: l’ampio margine di tempo concesso a queste società per rimediare, e il fatto che comunque possa essere consentito di iscriversi senza fidejussione mettendo l’equivalente in soldi. Cioè quello che al Como non è stato concesso di fare, giustamente, secondo una regola che però in questo modo verrebbe totalmente disattesa.

E allora, perché non per il Como? Situazioni differenti, certamente. Il Como in quanto ripescata aveva comunque regole e tempi diversi da rispettare, e inoltre l’invalidità delle fidejussione Finworld è stata sancita il 20 luglio, quindi ad atti già depositati da parte delle società. Però gridare all’ingiustizia non è neppure del tutto fuori luogo.

L’articolo completo sulla Provincia di sabato 1 settembre

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