Il canturino Giofrè, scopritore di Clark
«Vale una serie A di alto livello»

BASKET

Chi meglio di colui che è andato letteralmente a pescarlo negli Stati Uniti, vale a dire il ds canturino di Brindisi Simone Giofrè può ora descriverci Wes Clark, il più recente acquisto dell’Acqua San Bernardo? «La premessa è che allora, come peraltro ora..., non avendo chissà quali quattrini a disposizione era doveroso puntare su qualche scommessa. Così abbiamo puntato su un rookie nel ruolo pur delicato di playmaker assicurandoci appunto Wes - spiega Giofrè -. Siamo stati subito colpiti dalla sua intensità di gioco difensiva, mentre per quanto concerne l’attacco a stupirci è stata l’eccellenza del suo “arresto e tiro” in area, un fondamentale che ormai si vede sempre più raramente sui campi di serie A. E poi quel suo micidiale e repentino cambio di velocità».

«Credo di non sbilanciarmi affatto nel sostenere che si tratta di un giocatore di livello potenzialmente più alto di realtà come le attuali Brindisi e Cantù - osserva Giofrè - e che valga una squadra di serie A di alto livello».

La domanda sorge allora spontanea: ma se è così tanto forte, perché non l’avete confermato a Brindisi? «Perché dopo essere rientrato dall’infortunio ha fatto fatica ad accettare la nuova situazione che si era creata, perdendo via via fiducia anche nel nostro coach. Non ci sembrava dunque più il caso di riproporlo. Resto convinto che Cantù abbia preso davvero un bel giocatore».

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