Il doppio derby di Bonacina
Con Cantù e con Bucchi

Il coac di BArzanò vice di Caja: «Sarà sicuramente una serata molto emozionante per me, una serie di coincidenze ai limiti dell’incredibile»

La partita tra Acqua San Bernardo Cantù e Unahotels Reggio Emilia avrà sicuramente un sapore particolare per coach Andrea Bonacina. L’allenatore barzanese si troverà di fronte un doppio derby personale, quello con la formazione canturina - dove ha mosso i primi passi come allenatore del settore giovanile - e quello contro coach Piero Bucchi, suo capo allenatore fino a pochi mesi fa alla Virtus Roma.

«Sarà sicuramente una serata molto emozionante per me, una serie di coincidenze ai limiti dell’incredibile. Io nasco come tifoso canturino, ricordo ancora le prime volte che mio padre mi portava al Pianella a vedere la Serie A targata Polti. Quando mi trovai lì ad allenare per me fu un vero e proprio sogno».

La carriera di “coach Bona” inizia più di dieci anni fa con le gloriose giovanili canturine, anche se ai tempi lui non se ne rendeva pienamente conto. «Io ero un ragazzo di poco più di vent’anni che arrivava dalla U13 di Barzanò e, oltre a svolgere il ruolo di assistente allenatore, mi occupavo anche di portare in palestra Stefano Magni, un ragazzo promettente di oltre due metri. Per me era tutto magico, entravo al Pianella e vedevo i giocatori della serie A, avevo la divisa della mia squadra del cuore e stavo imparando un metodo di lavoro professionale».

Dopo due anni l’avventura con le giovanili di Cantù si interrompe. «Ai tempi studiavo, lavoravo all’università e il mio tempo era limitato, così andai prima a Robbiate e poi a Bernareggio. Il “seme” depositato a Cantù, dove ho ancora tantissimi amici, è germogliato con gli anni a venire. Lì per la prima volta capii che fare l’allenatore di pallacanestro poteva essere un lavoro, il mio lavoro, come effettivamente oggi è. Devo dire che sentirò sicuramente un po’ di emozione...».

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