Il Pianella di Sacripanti «È casa mia. Che magia»
Pino Sacripanti in prima fila al Pianella in occasione delle recenti finali nazionali Under 20

Il Pianella di Sacripanti
«È casa mia. Che magia»

I ricordi dell’allenatore canturino dello storico palazzetto che Cantù sta per lasciare per trasferirsi a Desio.

«Da giocatore del settore giovanile il Pianella ha rappresentato un luogo di ritrovo quasi sacro sia per me sia per i miei compagni. Lì, infatti, erano protagonisti i nostri eroi della serie A. E noi, rapiti ed estasiati, ci fermavano a osservarli durante gli allenamenti. Il Pianella resta il posto in cui ho trascorso più tempo in assoluto. Gran parte della mia vita si è consumata dentro quelle lamiere. Perché dopo aver presto smesso di giocare ho iniziato subito ad allenare guidando via via tutte le formazioni giovanili». Così Pino Sacripanti risponde a chi gli chiede un ricordo di ciò che per lui ha rappresentato - e rappresenta - il Pianella.

«Posso rivelare con estrema sincerità - puntualizza - che il mio ricordo del Pianella è legato più a quegli anni che non a quelli di capo allenatore della prima squadra. Perché quell’esperienza ha contraddistinto la mia infanzia, la mia crescita, la mia educazione e ha rappresentato una scuola di vita. Ribadisco, indimenticabile. L’emozione e il calore che ritrovi lì dentro sono davvero grandiosi e difficilmente replicabili. Riesce a trasmetterti un’energia e una carica tali da farti ritenere possibile qualsiasi impresa».

L’articolo completo sulla Provincia di sabato 21 maggio


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