Il ritorno di “Ai lov dis gheim” La versione di Gianni (Corsolini)
Gianni Corsolini (Foto by Butti)

Il ritorno di “Ai lov dis gheim”
La versione di Gianni (Corsolini)

La nuova puntata della rubrica più longeva del quotidiano La Provincia

uello attuale è il mondo delle donne nonostante pareri para politici. Il tutto è anche allargato dall’interesse della stampa mondiale per i risultati e l’atteggiamento delle calciatrici statunitensi dopo la vittoria nel mondiale.

Per quanto riguarda il momento nazionale sono contento perchè Segafredo ha deciso di fare come il presidente della Reyer, cioè di finanziare una squadra in A1 maschile e una in A1 femminile. Le ragazze di Bologna si sono meritate la promozione e poi la proprietà decise di rinunciare al campionato.

Così non è stato e il merito a Segafredo che ha voluto mantenere un’attività che da anni proseguiva pur con alterni risultati. Invecchiando devo dire che aumentano le preoccupazioni per il domani (con sbagliati consigli di nonni e genitori) per i nostri giovani ed allora io simpatizzo per loro.

Non è facile perchè c’è spesso una collaborazione mancata degli stessi perchè non hanno fiducia e non vedono quale possa essere il loro domani. Sostengo però una considerazione che dico ai ragazzi: non aspettate di essere invitati al tavolo delle decisioni prendete posto, fatevi spazio da soli e fate la differenza. E a proposito di quanto sopra di donne e di difficoltà a prender posto nelle posizioni che contano, dal 2017 lavora fianco a fianco del segretario delle Nazioni Unite una ragazza che ha soli 28 anni ed è inviato speciale dell’Onu per i giovani.

È un incarico rivolto a rispondere ai bisogni dei giovani di tutto il mondo, dar loro voce e aumentarne i diritti, in aggiunta si occupa del Climate Change Summit, la grande conferenza mondiale sull’emergenza climatica che si terrà il prossimo settembre a New York. Questa ragazza nonostante la competenza e gli incarichi, ha un nome impronunciabile: Jajathma Wicramanayake.

L’invecchiamento mi porta a leggere e in questi giorni ho avuto la fortuna di procurarmi il libro di Datome “Gioco come sono”, è un inno all’impegno personale, al credere negli allenamenti e al sacrificio, al premio che bisogna offrire a sé stessi per la scelta che si è fatta. Datome ha dichiarato che ha incominciato ad impegnarsi con sé stesso soprattutto quando aveva degli insegnanti che lo sgridavano e lui si rendeva conto che avevano ragione.

Tipico il caso di Pasili che lo allenava a mini basket a 13 anni. Poi è chiaro ha lasciato la Sardegna perchè per lui è veramente una decisione non importante ma di più, si è spostato a Siena dove sognava di vivere da solo quest’esperienza, ma la mamma prudentemente l’ha seguito i primi due mesi e lui ancora oggi la ringrazia.

Si spostò, dopo Siena, a Roma e anche li ha avuto delle esperienze soprattutto umane che hanno migliorato e confortato per le scelte che lui aveva fatto: abbandonare la sua terra amata, gli amici, i familiari, l’oratorio dove ha mossi i primi passi e si è convinto che la pallacanestro poteva essere una scelta giusta.

Grazie al suo carattere ha simpatizzato con gli allenatori che sono stati sinceri con lui seguendolo e riprendendolo ma dandogli l’occasione di migliorare e allenarsi. Continuando a tirare e tirare fino a stancarsi. Ha trovato poi Obradovich che gli ha dato fiducia concretamente ottenendo il massimo che poteva sperare: la vittoria in Eurolega.

Perse all’ultimo quarto la prima occasione e insieme ai suoi compagni si impose di arrivare a vincerla l’anno successivo rimanendo con lo stesso allenatore. Ha avuto occasione di valutare il mondo dell’Nba con le sue stranezze con gli impegni imposti dai vari contratti ed ha così creato il grande successo della sua squadra rimanendo a Istanbul, che apprezza per le sue diversità.

In questi giorni si svolge un corso allenatori a Bormio sia del primo che del secondo livello curato da Meneguzzo e Di Lorenzo. I partecipanti dovrebbero leggere il libro di Datome, per i consigli che lui da sull’impegno personale e il contributo dell’attività individuale sfruttando i consigli degli allenatori.

È un po’ il discorso della New Accademy di Sacripanti. Questo corso si è ultimato, ma i partecipanti erano consapevoli di voler fare una cosa che giovava al loro impegno per arrivare a giocare a un livello professionale e soddisfacente. Del mercato della serie maggiore si parla poco perchè i vari giornali sportivi parlano solo dell’NBA e non delle attività (per loro) minori.n


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