«Io penso sia giusto
tornare a giocare»

Intervista con Silvano Raggio Garibaldi, capitano del Como.

Tutto può ancora succedere. Tornare ad allenarsi oppure no, tornare a giocare una partita oppure no. Ma in fondo, dal punto di vista dei giocatori del Como questo è un bel momento comunque. Perché in attesa delle decisioni del Consiglio federale di lunedì stanno pregustando la possibilità di potersi rivedere tutti insieme. Ed è una bella emozione, come racconta il capitano, Silvano Raggio Garibaldi.

Silvano, dal nulla che si prospettava sino a qualche settimana fa, ora persino l’eventualità di giocare i playoff... Come la state vivendo?

Per ora siamo pronti a tutto, sperando di poterci rivedere tutti tra qualche giorno, che sarebbe comunque la cosa più bella, a prescindere da tutto il resto.

C’è chi ha criticato la decisione di riprendere a giocare.

E invece io penso sia una cosa giusta farlo, non sono preoccupato, nessuno di noi credo che lo sia. Sappiamo che se accadrà si seguiranno tutte le misure e le precauzioni necessarie. E più in generale credo che riprendere i campionati sia un segnale positivo, incoraggiante, che faccia capire a tutti che le cose stanno ricominciando normalmente.

Tre mesi senza veri allenamenti, e ora la necessità di prepararsi in fretta. Strano, no?

Una cosa nuova per tutti. Noi comunque non abbiamo mai smesso di lavorare, anche se non è stata la stessa cosa. In queste ultime settimane, quando si è fatta più concreta la possibilità di tornare davvero, lo abbiamo fatto con ancora più intensità.

Nessuna preoccupazione di infortunarsi o di avere problemi dopo una sosta un po’ più anomala?

Bisognerà stare un po’ più attenti, questo sì, soprattutto chi dovrà giocare tante partite ravvicinate. Sarà tutto un po’ diverso.

Tu e altri compagni avete lavorato anche allo stadio.

Io sono rimasto a Como fino al 10 maggio, sono riuscito a correre sul prato del Sinigaglia sia prima che dopo la chiusura totale. E anche, sia pure a distanza, a incontrare qualcuno dei miei compagni. Con tutti gli altri ci siamo visti in videoconferenza su Zoom, abbiamo fatto qualche riunione, qualche confronto tutti insieme.

Cosa pensi delle decisioni che sono state prese, delle recriminazioni di chi vorrebbe giocare, dell’idea di qualcuno di poter rimettere in campo tutte le squadre?

Penso che in una situazione del genere la decisione perfetta era impossibile da prendere. E a una conclusione bisognava per forza arrivare. È stato ed è un momento molto complicato, sarebbe stato impossibile accontentare tutti. E credo che alla fine i vertici federali stiano comunque cercando di arrivare a una soluzione che possa essere una mediazione per le esigenze di tutti.

Quanto ci credete in questa possibilità di giocare i playoff?

E quanto può pesare tornare ad allenarsi senza sapere per qualche settimana se si giocherà ancora o no?

Di sicuro, comunque vada, non è un peso. Dopo quello che è successo anche la sola idea di allenarci normalmente tutti insieme è stimolante. Per quanto riguarda i playoff, sarebbe bellissimo poterci provare. Senza fare voli pindarici, senza illusioni particolari, ma speriamo. E se non sarà così, sarà bello comunque aver ripreso a fare la cosa che amiamo di più.

Ci pensate al fatto di dover sottoporvi ai controlli, e alle complicazioni per tutti se ci fosse qualche problema per qualcuno?

No, sappiamo che dobbiamo essere pronti a tutto. Ma lo facciamo senza preoccupazioni, la società sta organizzando le cose seriamente. Due mesi fa era tutto impensabile, quindi è bello potersi gustare questa possibilità, se la avremo. Ed è anche giusto, qualunque sia la formula, che possa essere il campo a dare i verdetti.

Gli equilibri a questo punto potrebbero essere anche un po’ diversi.

Chi è favorito lo resta, ma i valori potrebbero essere un po’ modificati da questo lungo stop.

Sarà interessante anche per questo, perché è un’incognita un po’ per tutti e potrebbe esserci qualche sorpresa.

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