L’atletica felice è tornata alla vita  Tra distanze e piccoli controsensi
Difficile prevedere la distanza sociale alla partenza delle gare di velocità

L’atletica felice è tornata alla vita

Tra distanze e piccoli controsensi

Dopo il primo meeting di Mariano già ci si scalda per i Tricolori di agosto. «Però a che serve la distanza se allenatori e atleti arrivano al campo di gara in macchina?».

La “due giorni” al centro sportivo di via Santa Caterina a Mariano, ha segnato la ripartenza dell’atletica agonistica, nella provincia di Como. I concorsi (con peso, disco e martello) regionali e le prove in pista (100, 400 e 800 con l’obbligo della corsia) interprovinciali, hanno ridato agli atleti l’adrenalina della gara, che mancava da oltre tre mesi. Negli stessi giorni sul territorio nazionale, si sono disputati altri meeting:sembra proprio il ritorno alla normalità, seppur con qualche regola da seguire. «Sono state due giornate “perfette” grazie anche all’esperienza e alla grande professionalità dell’Atletica Mariano, che ha organizzato l’evento -il pensiero del presidente del Comitato Fidal Como-Lecco, Giampaolo Riva -.I “ragazzi” del presidente Carlo Cariboni, hanno fatto funzionare la macchina organizzativa, in maniera perfetta e senza intoppi».

Quindi è tutto pronto per ripartire “a mille”. «A mio parere è prematuro ricominciare le gare come nel pre-covid - frena Riva -. E’ giusto organizzare dei meeting e degli eventi, ma ci vuole ancora molta, ma molta cautela. E’ ancora troppo presto per le riunioni “affollate”:il virus è ancora in circolazione». Eppure la Fidal ha già messo in calendario, dalla fine di agosto, i campionati italiani. «E’ giusto far gareggiare gli atleti di livello: ancor di più se davanti hanno un obiettivo, abbastanza ravvicinato, come i tricolori - dice il presidente del comitato provinciale -. E questi, ovviamente spingono per arrivare preparati e quindi hanno bisogno di fare delle gare. Io sarei invece ancora prudente, sulle gare aperte a tutti e con i “grandi numeri”».

Riva è stato in prima fila, nella due giorni, a Mariano. «Mi sono posizionato all’ingresso del centro sportivo ed ho misurato anche la febbre agli atleti che entravano -spiega -. Con il caldo abbiamo avuto diversi problemi, con persone che, appena scese dalle automobili, avevano una temperatura anche di 38° gradi. Li abbiamo fatti mettere all’ombra e poi abbiamo ripreso la temperatura ed era tutto regolare». Il presidente parla anche del rispetto delle regole anti covid. «Qualche “incontro ravvicinato” sino all’abbraccio c’è stato, soprattutto tra i giovani atleti -dice -. Ma siamo prontamente intervenuti a rimettere in riga i trasgressori, senza “cattiveria”, invitandoli al rispetto del distanziamento sociale. Qualcuno era sprovvisto di mascherina e anche lì siamo intervenuti. La stragrande maggioranza aveva la mascherina prima della gara e la rimetteva poi». Riva sottolinea poi un controsenso. Non ho potuto fare a meno di notare che gli atleti e i tecnici, spesso scendevano in cinque dall’auto -conclude -. Mi sono chiesto a cosa potesse servire poi il distanziamento in gara».


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