Leunen: «Cantù, un posto speciale Fare da guida mi diverte un sacco»
Maarten Leunen

Leunen: «Cantù, un posto speciale
Fare da guida mi diverte un sacco»

Intervista all’ex capitano, tornato in maglia biancoblù

Il ritorno a Cantù di Maarty Leunen è, come per gli altri suoi connazionali che vestiranno nella prossima stagione la maglia dell’Acqua San Bernardo – Cinelandia, condizionato dalla quarantena, che per ‘Martino’ terminerà giusto alla vigilia della partenza della squadra per il ritiro di Chiavenna.

Per Leunen però la forzata reclusione è anche più ‘pesante’ visto che è la seconda in pochi mesi, dopo quella al ritorno negli Usa dall’Italia dopo l’interruzione dello scorso campionato.

Difficile e noioso affrontarne due in così poco tempo?

La quarantena è davvero dura. Tuttavia, cerco di essere produttivo, dandomi da fare e sfruttando al massimo tutto questo tempo libero. Alla fine trovo sempre qualcosa da fare che mi occupa tutta la giornata, anche se sono a casa. Fisicamente, invece, cerco di tenere una buona forma, svolgendo una serie di allenamenti. Anche se lo spazio e l’attrezzatura sono quelli che sono, riesco ugualmente a tenere il passo. Mentalmente, però, non nascondo che è stata dura in questi mesi. Essere soli e avere pochissime interazioni con gli altri non è cosa semplice. Fortunatamente, in questo, la tecnologia aiuta parecchio: Netflix, videogiochi e internet aiutano a far passare velocemente le giornate.

Come vive il ritorno a Cantù dopo qualche anno vissuto altrove, fra Germania, Avellino e Bologna?

Non potevo essere più entusiasta del mio ritorno qui, credetemi. Tornare dove tutto è iniziato mi emoziona e mi esalta moltissimo. Avrò la possibilità di scrivere altre pagine importanti con questi colori, dunque non vedo l’ora di iniziare. Cantù è un posto speciale, che in passato ha saputo darmi tanto, e questo non l’ho mai dimenticato. Tutti sono sempre stati eccezionali con me e la mia famiglia. La consideriamo una seconda casa.

Cosa pensa di ritrovare, specie ‘fuori dal campo’?

Sto per entrare nel mio sesto anno qui a Cantù, quindi è naturale che in tutto questo tempo ho stretto dei buoni rapporti con la città e i tifosi. Conosco davvero tante persone. Con molte di loro siamo rimasti in contatto anche dopo la mia partenza, cosa per nulla scontata! Non vedo l’ora di uscire dalla quarantena per incontrarli tutti.

L’accordo biennale con la Fortitudo è stato chiuso anticipatamente per decisione del club bolognese. Dispiaciuto per come è andata?

Onestamente sono rimasto deluso da come è andata a finire con la Fortitudo. Vivere a Bologna mi è piaciuto tanto, così come far parte di quel gruppo. Ma sono consapevole del fatto che ogni squadra debba decidere cosa è più giusto per sé stessa. Non ho rimpianti, alla fine non posso che considerarla un’esperienza positiva. Anzi, la rescissione con la “Effe” mi ha permesso di giocare nuovamente a Cantù.

La aspetta un ruolo un po’ di ‘guida’ di un gruppo complessivamente giovane, è stimolante?

Sento che il mio ruolo, in ogni squadra, è sempre lo stesso. Con la mia conoscenza del gioco guido i più giovani, dando loro l’esempio e aiutandoli a dare il massimo, spronandoli a superare i loro limiti. Farò lo stesso anche con questo gruppo, che dovrò guidare più che mai. Sono di gran lunga il più anziano della squadra e ho più esperienza, il mio supporto può aiutare molti di loro. Avere questo ruolo mi farà divertire un sacco, lo so già, farò tutto il possibile per aiutare la squadra ad avere successo.

Rispetto alle prime annate brianzole non ci saranno con lei moglie e figli (allora erano due, adesso, con l’arrivo da pochi mesi della piccola Channing, sono quattro). Ma li rivedremo qui, anche se per brevi periodi?

Sì, la famiglia è ancora a casa, in America. È sempre difficile stare lontano da loro, soprattutto perché i miei figli stanno crescendo velocemente. Mi sento come se mi stessi perdendo molte cose, ma so che sto facendo del mio meglio per dare a loro una bella vita, questo è tutto per un padre di famiglia. Spero comunque di riaverli presto qui con me, mi mancano. La situazione non è delle migliori in America, per via del virus la scuola lì non inizierà fino a novembre. Questo potrebbe dare loro l’opportunità di passare molto più tempo qui con me. Vediamo. So che l’idea li entusiasmerebbe molto perché questo è un posto che conoscono bene, in cui amano stare!

Gildo Broggi


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