Mauri: «Società in buone mani Vado a fare l’ad in Cantù Next»
Andrea Mauri (a destra) con Daniele Della Fiori (Foto by Butti)

Mauri: «Società in buone mani
Vado a fare l’ad in Cantù Next»

L’amministratore delegato di Pallacanestro Cantù: «Il nostro futuro è negli sponsor e nel botteghino»

Doppio amministratore delegato per un unico grande cuore. Di colore biancoblù. Che sia la Pallacanestro Cantù o Cantù Next poco conta, perché tanto e tutto dentro il presente e il futuro del basket in città. Dal passaggio della proprietà da Anna Cremascoli (ma anche prima) a Dmitry Gerasimenko in poi, Andrea Mauri c’è sempre stato. E c’è ancora adesso.

Che aria si respira?

C’è molto entusiasmo, e questa è la cosa più importante. Quasi non c’eravamo più abituati in questi ultimi anni.

Quindi, che effetto le fa?

Molto positivo. Perché al di là del grande lavoro del gm Daniele Della Fiori per la parte sportiva, abbiamo raggiunto l’obiettivo che come società ci eravamo posti, dopo tre o quattro anni un po’ così.

Quale obiettivo?

Quello di tornare a fare le cose nel migliore dei modi, dandoci una struttura di qualità e riportando la normalità in un ambiente che era comunque famoso per trasmettere tranquillità.

Prima, però. Nelle ultime stagioni un po’ meno...

Il lavoro estivo, ma anche quello cominciato cinque mesi fa, è il frutto della ristrutturazione che scientemente abbiamo messo in atto. Prima, dopo l’acquisizione della società e quindi dalla serata di Carimate in poi.

Frutto anche di buone scelte.

Daniele (Della Fiori, ndr) e Luca (Rossini, ndr) sono stati bravi a portare fin da subito la loro esperienza, ben integrandosi con i nostri uffici. E solo chi ci ha lavorato sempre in questi anni sa quanto importanti siano stati. Anche per me un bel sollievo.

E perchè, se non siamo troppo indiscreti?

Perché permettono di concentrarmi e lavorare produttivamente. Senza non dover perdere tempo dietro cose senza senso.

E l’entusiasmo del presidente Davide Marson?

Contagioso. Su di noi in una maniera pazzesca. Speriamo che si riesca a trasmettere un po’ anche in giro. Le cose sono cambiate, mi auguro ce ne si sia accorti.

Lei c’era il 12 settembre, con tutta quella gente alla presentazione. E c’era anche due sabati fa a Chiavenna. Che effetto le hanno fatto i due bagni di folla?

Sono segnali importantissimi. Soprattutto quello di Chiavenna, perché in un periodo di ferie. Segnalo non solo il numero dei tifosi, ma il coinvolgimento.

Che sembra dare effetti benefici...

Anche sulla squadra, credetemi. Della Fiori mi ha raccontato quanto si siano incredibilmente alzati di qualità gli allenamenti dell’ultima settimana.

L’impressione, però, è che ci si stia parlando un po’ addosso...

In che senso?

Nel senso che sembra che a girare siano sempre quegli 800/1000, ovvero coloro che hanno già fatto l’abbonamento.

Qui bisogna fare, allora, un discorso lucido. Lasciando da parte i sentimenti.

Siamo venuti qui apposta ad ascoltarla...

Abbiamo fatto tante analisi, da qualche mese a questa parte in avanti. Sia sugli sponsor, sia sulla biglietteria. E proprio sul botteghino, grazie anche al lavoro coordinato da Flavio Portaluppi sono arrivati i dati più significativi.

Ce li dice?

Edulcorato dalle componenti emozionali, e cioè dal dato “negativo”, gli anni di idiosincrasia nei confronti nei confronti di Dmitry, e da quello “positivo”, le stagioni della finale scudetto e dell’Eurolega con Anna (Cremascoli, ndr), lo zoccolo duro - al netto di promozioni per sponsor, settore giovanile eccetera - dei nostri abbonati si attesta in una forbice tra i 1000 e i 1500. Quindi, quanto ottenuto fino adesso è in linea con le previsioni.

Dato basso, però, in relazione al fatto che la società al più presto deve arrivare al traguardo dell’autofinanziamento, non avendo più il socio forte...

E infatti il nostro obiettivo sarà quello di allargare il più possibile la base. Il nostro futuro più che mai passerà per le sponsorizzazioni e per il botteghino. Dagli sponsor abbiamo avuto risposte già molto concrete, ora ci attendiamo quella degli spettatori. Ecco perché nel frattempo sto pure pensando di lasciare la carica in Pallacanestro Cantù, per concentrarmi sempre più, e meglio, su palazzetto, sponsor e Cantù Next.

Ma davvero?

Il presente è in buonissime mani, con il nuovo organigramma. Adesso si deve investire forte sul futuro. Per arrivare a vivere di ciò che si produce.

E la squadra le piace?

Di sport, lo sapete, cerco di parlare il meno possibile.

Dai, faccia un po’ il tifoso...

Mi piace molto. Unita e con tanta voglia di fare. Ha contribuito a riportare entusiasmo all’ambiente.

E la squadra, anzi le squadre dietro la scrivania?

Un top team. Da seguire e gestire con attenzione, oltreché rimpolpare. C’è tanta voglia di fare e di mettersi in gioco.

Edoardo Ceriani


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