Motzo, italo-brasiliano
che sogna l’azzurro

Matheus Motzo è al terzo anno in maglia Pool Libertas, ragiona all’immediato futuro ma fa un pensierino alla Nazionale

Le sue ambizioni, a dirlo è lui stesso, sono «piuttosto alte». Del resto, a 22 anni e poco più, sette stagioni di serie A2 alle spalle non possono che indurre a pensare in grande, quantomeno in prospettiva.

Matheus Motzo questo lo sa e, al terzo anno in maglia Pool Libertas, ragiona all’immediato futuro di un campionato da chiudere nel migliore dei modi e, guardando oltre, si permette il lusso di fantasticare su un suo futuribile passaggio in SuperLega, con tanto di azzurro a colorare i suoi sogni a occhi aperti.

Nel girone d’andata, i punti messi a terra sono stati 270. Tanti, al punto da diventare il secondo bomber dell’A2. Un peso, oppure uno stimolo a fare sempre meglio?

Essere uno dei giocatori di riferimento di Cantù – dice – mi aiuta. La squadra mi sostiene molto, so di dovermi prendere qualche responsabilità in più e anche che ho a disposizione qualche pallone in più da giocare.

A suon di punti, insomma, ti stai guadagnando una vetrina importante, e con te tutta la Libertas. Dove volete arrivare assieme?

Il primo obiettivo personale sarà proseguire con il ritmo attuale. In questo modo, potrò aiutare la Libertas ad andare il più lontano possibile. Speriamo in bene.

Covid-19 a parte, la Cantù vista nella prima parte della stagione è stata in grado di competere praticamente con tutti. Sarà così fino alla fine?

L’obiettivo societario è la salvezza: i giocatori, ovviamente, cercano di puntare sempre più in alto rispetto al traguardo fissato. Quest’anno, peraltro, giocheremo la Coppa Italia. E’ molto che sogno di giocarla e, per me, sarà un’ulteriore esperienza: tutte le squadre danno il mille per cento in coppa, anche perché si tratta di partite da dentro o fuori.

Gli obiettivi di squadra, insomma, si intrecciano con una crescita personale che non può essere arrestata sul più bello. Quale il traguardo, dunque, per Motzo?

Per prima cosa, punto a portare più avanti possibile la fine della stagione. E’ chiaro che in futuro vorrei essere preso in considerazione da qualche squadra di A1 e, perché no, tornare nel giro della nazionale, dove sono stato a livello giovanile. Non sto dicendo che andrò via da Cantù: a fine stagione valuteremo serenamente se restare ancora alla Libertas, oppure provare a salire il gradino che ancora mi manca.

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