Como Nuoto chiude in bellezza. Festival del gol con Arenzano

La squadra di Zimonjic vince anche all’ultima di campionato

Il solito copione, in un modo o nell’altro: Como Nuoto Recoaro nettamente avanti, o nettamente indietro, poi il recupero, dell’avversaria o dei comaschi, finale al cardiopalma e, quasi sempre, vittoria di misura.

La quinta volta

È la quinta, quest’anno, e porta altri tre punti alla classifica del “sette” lacustre che però non riesce a superare Lavagna e rimane al settimo posto al termine della regular season. Sì, perché con la sfida di Monza si è chiusa la stagione di A2 maschile e la Como Nuoto Recoaro è riuscita a non far passare il concetto di “partita di fine anno”, con tutto ciò che sottintende la definizione.

A dire il vero sul cinque a zero, rete di Marchetti, qualcuno pensa ad un Arenzano in gita di piacere, visto che Imperia non si presenta a Bologna e quindi si aggiudica il poco ambito posto nei playout insieme con Sturla.

Invece Piccardo sblocca per i liguri (5-2), Pellegatta e Beretta, entrambi su rigore riportano il vantaggio a cinque lunghezze (7-2) ed il lieto fine sembra trovare ampie ragioni d’esistenza. Comincia però la sagra dell’errore, una delle tante ripristinate in epoca post-Covid, ed i protagonisti son tutti comaschi.

Passaggi fuori misura, palloni che sfuggono, rivediamo anche un “tiro al tordo” specialità di un giocatore mancino biondo del quale non facciamo il nome, ma che ora è il ds delle Rane Rosa: la palla si impenna di decametri sopra la traversa.

Le parate di Viola

Così, tra un gol elaborato e bello della Como Nuoto Recoaro finalizzato da Gennari ((8-4), e le tante e decisive parate di Viola, arrivano inesorabili le reti avversarie. Parziale di quattro a zero ed il pareggio, incredibile ma vero, sopravviene a 22 secondi dalla fine (8-8, Ghillino in superiorità).

Massì, il pareggio va bene ad entrambe: la doppia espulsione non cambia le cose, Fusi però vuol esser ricordato. Alzo e tiro, rete della vittoria e tutti a posare per la foto di rito. No esultanza sugli spalti, no carovane in partenza dal parcheggio: la festa per la salvezza delle Rane Rosa è un lontano ricordo.

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