Lo smartworking è superato       Reali vara lo smartcoaching
Gilles Reali al lavoro da casa

Lo smartworking è superato
Reali vara lo smartcoaching

Il tecnico della ClericiAuto Cabiate, isolato in casa, guida la squadra via computer

C’è lo smartworking, pratica ormai in uso un po’ a tutti i lavoratori d’ufficio e c’è, quantomeno a Cabiate, lo smartcoaching. A utilizzarlo per allenare le sue ragazze è Gilles Reali, tecnico della prima squadra della ClericiAuto, che in serie B2 di volley femminile.

Complice il tampone positivo che certo non gli consente di andare in palestra a bacchettare le sue atlete, Reali ha pensato bene non soltanto di guardarsele comodamente da casa in attesa del nullaosta al rientro, ma anche di inviare in tempo reale le sue indicazioni affinché ciò che dal pc di casa non gli garba sia prontamente corretto dal suo staff.

Il tutto, collegando il suo audio alle casse a bordo campo, così che tutti i presenti possano sentire le sue parole, quasi fosse davvero lì accanto a loro. «È una modalità un po’ atipica – ammette Reali – e sarà utilizzata per questo periodo, che peraltro presuppongo sarà breve data la mia semi-asintomaticità. Abbiamo scelto questa metodologia perché, avendo a disposizione uno staff di altissimo livello che in questo momento mi sta sostituendo, così facendo riesco a essere vicino alla squadra, a non fare sentire la mia mancanza».

Quando il Covid-19 ha fatto capolino in casa Reali, dunque, ecco la tecnologia aiutare nella gestione della quarantena, con l’auspicio che il tempo da trascorrere lontano dal palazzetto sia davvero ridotto. «Siamo in un periodo della stagione molto importante; bisogna essere presenti, al top. Tra le cose che ci ha insegnato, questa pandemia ci ha fatto scoprire che le distanze possono non essere un problema. Ovvio che non è come essere presenti in palestra, però grazie al mio staff posso non esserci e seguire comunque le ragazze, facendolo peraltro da una prospettiva diversa, che durante la conduzione dell’allenamento classico non avrei», continua.

Da qui, il ricorso a videocamera, casse e pc, «sperando di tornare subito in palestra», conclude.


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