Pancotto: «Le sorprese? Fin troppe La sosta è servita per dare consigli»
Cesare Pancotto (Foto by Butti)

Pancotto: «Le sorprese? Fin troppe
La sosta è servita per dare consigli»

Il tecnico: «Fermarsi da un lato aiuta a oliare alcuni meccanismi, dall’altro ti fa perdere ritmo»

«Sorprese in questo inizio campionato? Fin troppe…». Cesare Pancotto - metaforicamente sul divano con la sua squadra a seguire la seconda giornata di serie A – si è gustato il turno di riposo imposto dal calendario alla Pallacanestro Cantù.

Una pausa che è servita a recuperare, lavorare e cercare di colmare qualche “gap”. E osservare quel che è successo in questa serie A già scoppiettante, con Brescia che ha vinto a Milano, il primo posto delle due bolognesi e l’arrivo di un vecchio, ma assoluto top player come Luis Scola alla corte di Giorgio Armani a Milano.

«Queste prime due giornate – attacca il coach di Cantù – dicono che il livello della serie A si è alzato, ma anche che le squadre più blasonate probabilmente non sono ancora del tutto prontissime. Chiaro che qualcuno possa aver colto un risultato, sulla carta, a sorpresa. E ben vengano le sorprese, soprattutto se riguardano Cantù…».

Pancotto è sorpreso, ma fino a un certo punto, per le due bolognesi a punteggio pieno: «Si allarga il novero delle squadre da alta classifica, ma non è del tutto inaspettato vedere Virtus e Fortitudo in testa».

E Milano che perde con Brescia? «Può far scalpore la vittoria di Brescia, ma ciò non sposta di un millimetro la mia convinzione che Milano sia, per mille ragioni, la più seria candidata alla vittoria dello scudetto. Farà un campionato a parte».

Ora, a maggior ragione, con il un campione come Scola inserito nel roster: «È evidentemente un arrivo finalizzato al raggiungimento di uno o più obiettivi, non certo un colpo che preveda una progettualità, se consideriamo che si tratta di un atleta trentanovenne. Ma è un gran colpo, nulla da dire: è un campione che entra nel nostro mondo, quindi complimenti a Milano e a Messina».

E Cantù, mentre gli altri giocavano e facevano mercato, che ha fatto? «Fermarsi da un lato aiuta a mettere ordine su alcuni concetti e a far aumentare la condizione, dall’altro però ti fa perdere il ritmo partita. In questi giorni, ci sono stati riflessioni e consigli. Per esempio a Young, che a Brindisi è andato oltre le aspettative: gli ho detto che in serie A, il miglior marcatore del turno precedente avrà di fronte il miglior difensore».

Ripensando a Brindisi, che considerazioni a freddo si possono fare? «Ho apprezzato la durezza mentale della squadra, che ha saputo resistere al ritorno prepotente di Brindisi, e la distribuzione di responsabilità tra tutti: ognuno ha portato un mattoncino. Da rivedere? L’uno contro uno, gli aiuti in difesa, i troppi palleggi sotto pressione. Aspetti su cui si sta lavorando».

Infine, un’anteprima sulla prossima avversaria, Reggio Emilia, ancora ferma a quota “zero” in classifica: «Lo sport è questione di punti di vista. Sarebbe un errore clamoroso se noi considerassimo Reggio Emilia una squadra scarsa che ha perso due partite consecutive: del loro roster e del loro coach ho una grande stima».n 


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