Pancotto: «No, non mi fido
Trieste ha 12 giocatori veri»

Il coach di Cantù ci introduce alla sfida salvezza di domani.

Che chance per Cantù: dopo aver vinto due partite consecutive, ora può quantomeno giocarsi la terza sul campo dell’Allianz Trieste.

Scontro diretto in piena regola, quella contro i giuliani è però una sfida meno semplice di quanto non possa apparire. Da giorni coach Cesare Pancotto sostiene che la squadra del suo collega Dalmasson sia tutt’altro che in crisi, nonostante la classifica dica che i punti sono 10 contro i 6 dell’Acqua San Bernardo-Cinelandia Cantù.

Concetti ribaditi qua e là anche nel corso della conferenza stampa prepartita del coach marchigiano: «Siamo in un momento, che dura dall’inizio del campionato, in cui la prossima partita può decidere le sorti della squadra. Trieste è l’impegno immediato, lo affrontiamo sapendo che è una diretta concorrente, che però gioca davanti a cinquemila spettatori, sempre pronti a sostenerla».

E che non vuole arrendersi, anzi. Il mercato tiene sempre banco ed è possibile che ben presto la squadra potrà contare su un nuovo esterno: «Trieste ha una società solida, ben organizzata, e un palazzo che si riempie di correttezza ed energia, che sa veramente unirsi intorno alla squadra nei momenti che contano. Ed è una squadra di dodici giocatori veri, guidati un coach esperto come Eugenio Dalmasson. Se di Attilio Caja dicevo che, di Varese, conosce anche i seggiolini del palazzetto, di Dalmasson dico addirittura che lui conosce nomi e cognomi di tutti i tifosi…».

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