Pashutin: «Cantù, si va avanti Sempre con dignità e impegno»
Evegeny Pashutin, tecnico della Red October Cantù (Foto by Butti)

Pashutin: «Cantù, si va avanti
Sempre con dignità e impegno»

Parla il coach della Red October Cantù, reduce dalla sconfitta di Trieste

Il difficile momento che sta attraversando Cantù viene confermato anche al termine della partita con Trieste. Una sconfitta che non viene digerita bene dal tecnico Evgeny Pashutin.

«Ho voluto analizzare con i ragazzi non solo questa partita ma anche la situazione in cui ci troviamo - ha affermato il tecnico canturino subito dopo la sonora sconfitta di Trieste -. La situazione la conoscete con tantissime voci che si rincorrono, molte delle quali del tutto infondate. Ma è proprio in queste situazioni che i giocatori devono giocare da veri uomini, devono trovare uno spirito guerriero per andare avanti. Ho detto loro che nella vita bisogna saper affrontare anche momenti come questi, noi dobbiamo essere bravi a farlo. La vita a volte ti dà un pugno, ti fa cadere ma bisogna rialzarsi, reagire e andare avanti. Ecco ora noi dobbiamo guardare avanti con grande dignità e impegno».

Il coach russo adesso deve anche essere una sorta di psicologo per i suoi giocatori e per un ambiente depresso che davvero rischia grosso. I risultati non arrivano e le prestazioni diventano sempre più negative.

Ieri, nel lunch match, a Trieste non c’è stata storia. «Per noi è stata una partita molto dura, complimenti ai nostri avversari che hanno meritato di vincere senza dubbio - la disamina -. Trieste è una bella squadra e le auguro il meglio. Il nostro obiettivo era quello di limitare i loro tiratori, ma non ci siamo riusciti. Dovevamo mettergli pressione invece abbiamo concesso troppi tiri aperti. Il periodo che stiamo attraversando non deve essere una scusa per giustificare la sconfitta così come l’assenza di Mitchell».

Tardiva la reazione della Red October, che solo negli ultimi dieci minuti ha liberato la mente e ha provato a essere più incisiva in zona offensiva. Ma a quel punto era difficile riaprire la gara.

«Siamo stati troppo morbidi, senza una vera difesa, abbiamo reagito solo alla fine, quando abbiamo tirato fuori un po’ del nostro carattere e questo non va bene - la chiosa di Pashutin -. La gara ormai era già indirizzata. Non possiamo aspettare di essere sotto di oltre venti punti per cominciare a difendere con aggressività ma bisogna entrare in campo con la giusta mentalità sin dal primo pallone. E questo non è successo».n 


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