Pecchia l’ultimo di una lunga serie  Gran feeling tra Cantù e l’azzurro
Andrea Pecchia con la maglia di Cantù (Foto by foto Butti)

Pecchia l’ultimo di una lunga serie

Gran feeling tra Cantù e l’azzurro

Un profondo legame nel corso degli anni tra il club brianzolo e la Nazionale italiana. Giocatori e commissari tecnici canturini occupano i vertici delle graduatorie più prestigiose.

Andrea Pecchia che ha esordito lunedì in maglia azzurra non è che l’ultimo di una lunga schiera di giocatori canturini che hanno avuto a che fare con la Nazionale.

Il feeling tra la Pallacanestro Cantù e la massima espressione dell’Italia dei canestri è per la verità decisamente molto più stretto di quello di una semplice frequentazione poiché alcune icone della palla a spicchi brianzola occupano le posizioni di vertice di graduatorie dietro le quali si celano significati profondi.

Innanzitutto, il più azzurro di sempre - vale a dire il giocatore con il maggior numero di presenze nella Nazionale maggiore - risponde al nome di Pierluigi Marzorati: 277 “gettoni”, 6 in più di un altro mito quale Dino Meneghin.

Oltre le 200 apparizioni anche quel Gianluca Basile che peraltro è transitato da questi parti dopo aver chiuso la sua parabola azzurra. Nella top ten (occupa il 9° posto), a quota 207 ecco Antonello Riva.

Quello steso Riva che capeggia due altre classifiche. La prima è relativa al capocannoniere di tutti i tempi, che in effetti altri non poteva che essere uno il cui soprannome è “il bomber”. Il “Nembo Kid” di Rovagnate ha totalizzato 3.784 punti, alla media di 18.2 a gara.

La seconda è inerente al miglior realizzatore in una singola partita: ebbene il nome del l’“Antunel” non solo assume la leadership, ma compare quattro volte nelle prime sei e cinque nelle prime undici.

Il top è rappresentato dai 46 punti stampati in un’Italia-Svizzera del 1987, dunque quando ancora Riva non si era accasato a Milano. E in quella circostanza, migliorò il record che apparteneva a un altro canturino che l’aveva stabilito oltre trent’anni prima.

Era infatti il 1956 quando Adelino Cappelletti ne firmava 45 in un’Italia-Svezia.

Una citazione è doverosa anche per Fabrizio “Ciccio” Della Fiori che nel 1978 siglò 38 punti al cospetto di un’avversaria di particolare spessore quale l’Unione Sovietica che infatti si impose sugli azzurri con il punteggio di 98-90.

Innumerevoli i giocatori della Pallacanestro Cantù approdati in Nazionale.

Per limitarci a quest’ultimo ventennio - di certo peraltro non il più prospero né il più ricco -, e andando a ritroso, ricordiamo Christian Burns, Andrea Crosariol, Stefano Gentile, Marco Cusin, Awudu Abass, Pietro Aradori, Andrea Michelori e Marcelo Damiao, quest'ultimo proprio all’inizio del nuovo millennio.

E dopo Pecchia, chi sarà il prossimo?

C’è poi il capitolo che riguarda i commissari tecnici. Ebbene, colui che in assoluto vanta il maggior numero di panchine, è Giancarlo Primo che prima di vincere con Cantù la Coppa Intercontinentale del 1982 e la Coppa Campioni del 1983 aveva collezionato 237 presenze azzurre nel decennio compreso tra il 1969 e il 1979, con due bronzi in altrettante edizioni degli Europei.

Il compianto tecnico romano precede Carlo Recalcati che ha raggiunto quota 229 nell’arco di tempo che va dal 2001 al 2009, conquistando il bronzo agli Europei del 2003 e l’argento olimpico ai Giochi di Atene 2004.

Infine, al decimo posto della graduatoria per “fedeltà” ecco apparire Valerio Bianchini, che ha guidato la Nazionale italiana in occasione dei Mondiali di Madrid del 1986 e degli Europei di Atene del 1987. Tutto ciò, dunque, dopo le sue stagioni in Brianza.


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