Quanto piace la Cantù che vince «Bello vedere i tifosi in aumento»
I tifosi di Cantù stanno tornando al palasport (Foto by Butti)

Quanto piace la Cantù che vince
«Bello vedere i tifosi in aumento»

Il gm Della Fiori: «Aver già sfondato il muro dei 2 mila spettatori significa che si sta lavorando nella giusta direzione»

Terza vittoria consecutiva per la Pallacanestro Cantù, un esordio in A2 ora perfetto. In qualche modo atteso, ma non scontato. Non succedeva da dieci anni esatti, da quando l’allora Bennet Cantù, riuscì a battere in serie Cremona in trasferta, Sassari in casa e Venezia fuori casa. E se è vero che risultati chiamano pubblico, Cantù si gode anche le oltre 2 mila presenze sugli spalti.

Facile dire “per forza, è Cantù”. Però, se dalla «depressione della piazza» registrata e portata a galla da coach Sodini, le presenze sono già arrivate a 2019 (il dato reso noto dal club domenica sera), il passo in avanti è già importante. E chissà quando la squadra sarà chiamata a giocarsi davvero la stagione.

«Partita bella e vibrante»

Il dato non è sfuggito alla società. Il general manager Daniele Della Fiori se ne fa portavoce: «Fa piacere vedere il pubblico in aumento e che partecipa con entusiasmo. Tra l’altro, domenica ha assistito a una partita bella e vibrante: Torino è una delle “big”, è stato un match attraente. Considerando che veniamo da un lungo periodo particolare, in cui sono cambiate anche le abitudini, aver già sfondato il muro dei 2 mila spettatori significa che si sta lavorando nella giusta direzione».

Scandagliando i numeri, gli abbonati erano circa 1300. Gli altri erano spettatori che hanno acquistato il biglietto e i ragazzi del Pgc invitati: «Vogliamo coinvolgere le società del territorio con l’iniziativa “Cantù For You”, invitandole al palazzetto. Abbiamo iniziato con il Pgc e andremo avanti. Tra l’altro, con le loro maglie, in un settore dedicato, hanno offerto un bel colpo d’occhio».

Non va dimenticato che, per ora, sugli spalti manca il supporto della parte calda del tifo. Gli Eagles, alle condizioni attuali di comportamento sugli spalti, preferiscono non entrare: «Hanno fatto una scelta che rispettiamo, ma sappiamo tutti che la loro presenza, trascinante anche per il resto del pubblico, potrebbe essere un valore aggiunto. Confidiamo comunque nell’aumento della capienza al 100%».

«Qualche alto e basso ci sta»

La squadra sta girando e Della Fiori non nasconde la soddisfazione, pur ammettendo che l’impianto è migliorabile: «Mi piace, abbiamo comunque margini di crescita. Sembra una frase fatta, ma una squadra nuova e lunga deve trovare le gerarchie. E per noi non è uno scherzo, con tanti giocatori validi. Ora, qualche alto e basso ci sta. Sodini ha ragione, è giusto essere esigenti con noi stessi».

Di sicuro, la panchina lunga aiuta nei momenti critici: «Contro Torino ho visto bel gioco, e la “solita” reazione finale che dimostra carattere. Tanti giocatori forti ci garantiscono di arrivare con più benzina all’ultimo quarto. Tirando le somme, una rosa lunga è sicuramente un vantaggio, all’inizio però la gestione può essere più complicata».

E i complimenti sono per tutti: «I due americani stanno andando forte e credo potrebbero giocare in A. Così come molti dei nostri italiani, che stanno dimostrando peculiarità e caratteristiche morali adeguate al nostro progetto».

Archiviata Torino, arriva Casale: «Pensare che questa partita sia facile sarebbe un errore clamoroso - chiude il gm - , la A2 è insidiosa in questi casi. Bisognerà affrontarli con la giusta mentalità, anche perché domenica si sono sbloccati vincendo a Orzinuovi». L. Spo.


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