Recalcati: «Cantù in A2  si poteva evitare»
Charlie Recalcati (Foto by Andrea Butti)

Recalcati: «Cantù in A2

si poteva evitare»

«L’esempio è il volley: la Lega ha bloccato le retrocessioni. Farlo anche nel basket non avrebbe tolto la possibilità di vittoria a chi aveva ambizioni di farlo»

Lui l’aveva detto un anno fa: «Mi pare sia utile, per quest’anno, bloccare le retrocessioni». Considerato tutto, per il campionato portato a termine a fatica e, in particolare per Cantù retrocessa sul campo, ci aveva visto lungo Carlo Recalcati?

Semplicemente era l’analisi di una persona che conosce il basket e ragiona sulle situazioni. E ora, nonostante il blocco delle retrocessioni in serie A di basket sia stato definitivamente mandato in archivio dopo le parole del presidente federale Gianni Petrucci, l’idea di “Charlie” non è affatto cambiata.

Coach, eppure lei l’aveva detto…

La mia idea era maturata la scorsa estate: dal mio punto di vista si è persa un’occasione e si è perso un anno per far ripartire al meglio il movimento, preservando la salute dei club.

Che ne pensa della presa di posizione della Fip?

Che è legittima: ovviamente in questa fase non si può stravolgere un regolamento su cui si è deciso di non intervenire mesi fa.

Quale strada si sarebbe dovuta percorrere?

L’esempio è il volley: la Lega ha bloccato le retrocessioni. Farlo anche nel basket non avrebbe tolto la possibilità di vittoria a chi aveva ambizioni di farlo. E si sarebbe permesso alle società di rimettere a posto i conti.

Invece…

Invece le società non hanno avuto introiti, hanno perso sponsor e la situazione si è aggravata costringendole, per doversi salvare, a cambiare allenatori e giocatori per evitare la retrocessione. Si è speso tanto, a fronte di zero incassi.

E ora si parla di verifiche sui bilanci e di eventuali riforme posticipate al 2022…

L’aver dato mandato a una società terza, esperta di bilanci, di sottoporre i club a verifiche mi è parsa una delegittimazione della Com.Tec, l’organo federale. Comunque, al di là delle mie visioni, bisogna stare attaccati al presente e alle regole in vigore attualmente.

L’eventuale ripescaggio in serie A di Cantù dipenderà dai bilanci di altre. Che ne pensa?

Non è certamente bello dover attendere che qualcuno non rispetti paletti e parametri per poter sperare.

Per Cantù sarebbe meglio la A o una ripartenza dalla A2?

La situazione non è semplice, i tempi si dilatano: un conto è costruire una squadra per la A, un conto per l’A2. Nel momento in cui scopri che non sarai ripescato, gli italiani di peso per A2 potrebbero già essersi accasati in altre realtà.

Consigli?

Mi esercito nel fare valutazioni: bloccherei subito tre italiani, validi per entrambe le categorie oltre a un paio di stranieri. Poi modellerei la squadra a seconda della categoria.

E poi c’è la questione allenatore, giusto?

Importantissima, perché anche il coach deve essere coinvolto. Altrimenti torniamo ai tempi di Gerasimenko, quando l’allenatore non contava nulla.

Come ha vissuto la retrocessione di Cantù?

Dispiace tanto, anche perché ci sono davvero tanti motivi per recriminare.


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