Redaelli è soddisfatto di Cantù «Buon gruppo e di grandi lavoratori»
Max Redaelli in una foto d’archivio pre emergenza Covid (Foto by Cusa)

Redaelli è soddisfatto di Cantù
«Buon gruppo e di grandi lavoratori»

Il vice di Battocchio analizza il precampionato della Libertas

Quello in corso è il periodo con «il carico maggiore». Per arrivare in palla all’appuntamento – il campionato inizia a metà ottobre – lo staff canturino ha pensato davvero a tutto, incluso un percorso di preparazione che, dopo le prime due settimane di rientro al lavoro, ha già infilato una terza settimana all’insegna del massimo impegno ed è entrato in una quarta con la quale chiudere la prima parte del ritorno in campo.

Massimo Redaelli, secondo allenatore della Pool Libertas, si mostra soddisfatto del percorso fin qui fatto. Molto, ovviamente, resta ancora da fare; i presupposti, però, ci sono tutti per non lasciare occasioni per strada e, così facendo, giungere al via al pieno delle potenzialità.

«Il lavoro procede bene, intenso», racconta il tecnico di Cantù. Tra piscina, beach volley, palestra e pesi, del resto, da fare ce ne è già stato e ce ne sarà di qui in poi, con «quattro sedute doppie la settimana» a dare la dimensione della programmazione fisica predisposta con l’avvallo del neo-coach Matteo Battocchio e, ancor più, della volontà di non lasciare alcunché al caso in attesa che si possa tornare a giocare dopo questa lunga pausa dovuta all’emergenza Covid-19.

«I ragazzi giovani stanno lavorando con intensità e quelli più esperti, diligentemente, li consigliano», prosegue Redaelli descrivendo l’intesa, evidentemente, già sbocciata, tra i componenti del suo nuovo organico.

«Si tratta di un buon gruppo, bravi ragazzi e grandi lavoratori», sottolinea con l’intento di chi vuole evidenziare ciò che di solido già c’è piuttosto che pensare a quanto magari invece ancora manca all’appello.

Qualche difficoltà, ovviamente, in questa prima fase non può che riguardare la logistica. Lo spostamento da Cantù al Palafrancescucci di Casnate con Bernate, del resto, non è stato indolore, non fosse altro perché da 30 e più anni al Parini, trasferire armi e bagagli altrove inevitabilmente qualche problema lo ha creato e lo crea tuttora.

«Il palazzetto di Casnate è stupendo, però chiaramente bisogna adattarsi a un ambiente differente da quella che era la nostra casa. Piano piano ci stiamo adattando e sapevamo bene che, rispetto al nostro palazzetto che gestivamo noi per quanto riguarda spazi, orari e accessi, ora la situazione è un tantino differente. Portare lì tutto è stato complesso, tant’è che non abbiamo ancora finito di fare tutto ciò che dobbiamo. Sono tante, del resto, le attrezzature che servono per affrontare nel migliore dei modi la serie A», conclude.


© RIPRODUZIONE RISERVATA