Sancassani, ai campioni ci pensa lui «Rocek è la realtà, gli altri crescono»
Franco ed Elisabetta Sancassani, leggende del canottaggio

Sancassani, ai campioni ci pensa lui
«Rocek è la realtà, gli altri crescono»

Parla una delle leggende del movimento, adesso preparatore a Eupilio

I fratelli Franco ed Elisabetta Sancassani, bellagini doc, hanno scritto tante belle pagine nella storia del canottaggio azzurro. Lui nove titoli mondiali, uno europeo pesi leggeri e una presenza olimpica (Sydney 2000). Lei tre Mondiali, dei quali due senior e uno pesi leggeri, più tre continentali e due partecipazioni olimpiche (Atene 2004 e Pechino 2008).

Il primo maresciallo Franco Sancassani continua ad operare nel canottaggio, in qualità di responsabile della sezione giovanile della Marina Militare distaccata al Centro Remiero Lago di Pusiano, formando un bel gruppo di allievi che iniziano a dare ottimi risultati. «Sempre in sinergia e stretto contatto con il centro remiero della Marina Militare di Sabaudia, da cui dipendo direttamente – spiega – svolgo il mio compito con lo stesso impegno di sempre: formare giovani insegnando quei valori che solo il canottaggio può dare . E poi se riesco provo a dare loro qualche consiglio frutto un po’ della mia esperienza . Insomma non quel che comincia, ma quel che persevera, che è poi il motto del veliero Amerigo Vespucci».

Il canottaggio come tutti gli sport olimpici, che prezzo pagherà per il rinvio di Tokyo 2020 al 2021? «Credo sia stata la scelta migliore da prendere. L’unico problema che potrebbe insorgere è che qualche atleta già al limite di età che magari si era fatto dei progetti post olimpici deve ripartire da zero e nel 2021 avrà un anno in più e non è poco. Ma c’è anche un aspetto positivo: il canottaggio italiano possiede una rosa mediamente giovane e ciò può tornate utile a qualche atleta per maturare meglio in questo anno e mezzo».

Quali sono i giovani talenti? «Secondo me il più forte di tutti e sul quale scommetterei, perché utilizzabile anche nella vogata di punta, è Andrea Panizza, il più giovane del quattro di coppia già qualificato, dove c’è anche Filippo Mondelli. Riguardo Filippo, che sta combattendo la sua battaglia per la salute, il rinvio dei Giochi ci auguriamo tutti possa giocare a suo favore. Altri giovani vedo bene Chiumento, Cattaneo e il napoletano Di Mauro».

L’azzurro Gabriel Soares è cresciuto alla sua scuola ed ha già raggiunto traguardi mondiali. Ci sono altri giovani comaschi sui quali puntare? «Aisha Rocek è già una realtà. Ma ne abbiamo altri in crescita, anche se al momento non entrano nella ristretta rosa olimpica. Jacopo Frigerio si sta ritagliando il suo spazio nel gruppo senior nazionale. Molto promettenti vedo Arianna Noseda e Greta Martinelli».

Che progetti ha per i giovani che allena al centro remiero di Eupilio? «Al momento posso seguirli solo da casa, in attesa che finisca questa emergenza e si torni alla normalità. Hanno ciascuno remoergometro e cyclette. Quotidianamente ci sentiamo on line sul da farsi e mi inviano i report. Sono tutti della zona: Enrico Ragazzoni e Elena Nobis al primo anno di junior, Ettore Sozzi e Davide Servedio al secondo anno di ragazzi Ci sarebbero altri due ma essendosi presi una pausa studio da un paio di mesi li tengo in stand by. Sono Dania Jaque e Alessandro Erba, quest’ultimo vicecampione d’Italia in doppio ragazzi lo scorso anno con Sozzi. Mentre Servedio e Ragazzoni hanno vinto il tricolore ragazzi a Ravenna, poi con Erba e Sozzi il campionato italiano di società a Pusiano in quattro di coppia junior».


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