Sodini intravvede  la sua Cantù
Bayehe Pallacanestro Cantù (Foto by Nicola Nenci)

Sodini intravvede

la sua Cantù

«La cosa che dobbiamo prendere da questa partita è soprattutto l’atteggiamento finalmente fisico e prepotente dal punto di vista difensivo»

Dal -18 contro Treviglio di domenica, al +26 contro Piacenza di mercoledì. Cos’è cambiato – in meglio - nella Pallacanestro Cantù nel giro di soli tre giorni? Questa S.Bernardo-Cinelandia Park a due facce – una impresentabile, l’altra bella come dopo un maquillage ben riuscito –, in questa fase della stagione, forse non dovrebbe sorprendere più di tanto tifosi e addetti ai lavori.

Perché è ora che si mischiano carichi di lavoro importanti, partite ravvicinate e tutto quel processo oscuro di amalgama della squadra tipico del precampionato. Quindi, meglio prendere le prestazioni e risultati con una buona dose di equilibrio. Senza disperarsi dopo un -18, comunque imbarazzante, e senza esaltarsi troppo dopo un +26, per quanto entusiasmante per come è stato costruito.

Di certo, nella seconda sfida di Supercoppa di A2 sul campo della Bakery Piacenza, una svolta mentale c’è stata dopo la scoppola rimediata al PalaBancoDesio. Coach Marco Sodini e il suo staff hanno evidentemente toccato le corde giuste nei giocatori, pensando più al gioco e alla personalità, che non ai 2 punti in palio: «La cosa che dobbiamo prendere da questa partita – ammette il tecnico viareggino - è soprattutto l’atteggiamento finalmente fisico e prepotente dal punto di vista difensivo». E questa è certamente una spiegazione tecnica.

Poi c’è l’aspetto della condizione da considerare: «Questo è un momento della stagione in cui i risultati, i gap e le performance sono certamente altalenanti perché risentono dei volumi e dei carichi di lavoro. Dunque, possono verificarsi due prestazioni molto differenti in tempi molto brevi a 3-4 giorni di distanza. La cosa che ci interessa, però, è che dobbiamo cercare pian piano di trovare consistenza e concretezza di squadra, anche perché noi abbiamo obiettivi alti e gli obiettivi alti si raggiungono con fatica e sudore».

Non c’è dubbio che la versione bella di Cantù è quella che più si avvicina agli standard che Sodini crede si debbano raggiungere per recitare un ruolo da protagonista in campionato: «Abbiamo tenuto Piacenza per tre quarti a 15 o meno punti segnati. In particolare, nel quarto periodo abbiamo fatto come le squadre forti, concedendo agli avversari solo 4 punti nei primi 8 minuti. Con questo non sto dicendo che siamo una squadra forte, perlomeno ancora non lo siamo. Ma vogliamo diventarlo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA