Stillitano: «Hockey o bob? Devo ancora decidere»
Santino Stillitano, di Bregnano

Stillitano: «Hockey o bob?
Devo ancora decidere»

Post Mondiale di riflessione per il portiere comasco

Più che il pressing degli attaccanti avversari, Santino Stillitano ha dovuto contenere il pressing dei tecnici e dirigenti della federazione italiana di hockey paralimpico. «Ci servi ancora e sei un grande esempio per i giovani», queste le motivazioni usate per far desistere il portiere di Bregnano dal proposito di lasciare la Nazionale e l’hockey. «Sinceramente non ho ancora deciso nulla - spiega Stillitano, 50 anni il prossimo 6 giugno -. Abbiamo appena concluso il Mondiale e adesso mi prendo un po’ di tempo. Ho delle “offerte” da altre discipline sportive, in particolare dal bob, ma vedrò cosa fare».

Il sesto posto nell’iridato, non influirà sulla scelta. «Potevamo fare qualcosa in più, ma è stato importante conservare la massima categoria. Peccato aver perso il quinto posto all’over time, dopo aver sbagliato tanto in attacco. Peccato anche per il rimborso più basso:per il club paralimpico, che non naviga nell’oro, sarebbe stato importante».

Un Mondiale positivo anche a livello personale. «Mi sarebbe piaciuto giocare qualche minuto in più, ma non posso lamentarmi - dice -. Sono il più anziano del gruppo ma ho ancora intatta la fame di fare risultati. Non devo dimostrare nulla ma quando fai sport devi sempre dare il massimo».

“Ambasciatore dello sport paralimpico”, nomina che è arrivata direttamente dal presidente nazionale, Luca Pancalli e spesso ospite di scuole ed associazioni a proporre la sua testimonianza di vita e di sport:il “lavoro a casa” non manca al comasco che potrebbe anche iniziare una nuova avventura, sempre nell’hockey.

«Mi alleno spesso a Casate con la squadra comasca amatoriale degli Insubrians (giocano nel Canton Ticino nda) - spiega -. Mi hanno lanciato la proposta di disputare qualche partita con loro. E l’idea mi stuzzica. Non ho paura: mi sono allenato anche con il Milano, alcuni anni fa quando era in serie A e in porta mi arrivavano di quelle “legnate”».


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