Tabellone di Casnate, la nuova vita Quei nomi del 2012 non ci sono più
Il tabellone del PalaFrancescucci senza più i nomi della Comense

Tabellone di Casnate, la nuova vita
Quei nomi del 2012 non ci sono più

La sistemazione dell’impianto ha eliminato l’ultima formazione della grande Comense

Era inevitabile prima o poi. Sui due grandi tabelloni elettronici segnapunti del PalaFrancescucci di Casnate, l’ex PalaSampietro, sono scomparsi i nomi delle giocatrici della Comense.

Erano quelli dell’ultima partita giocata nella semifinale scudetto di basket femminile dell’aprile 2012 contro Schio. Di lì a poco, la gloriosa società nerostellata sarebbe stata inghiottita nell’oblìo, tra lo sconcerto dei suoi atleti e simpatizzanti.

Ebbene, da allora e per quasi dieci anni quei nomi hanno campeggiato sui due tabelloni. Un cimelio curioso e simbolico. Tanti i selfie di ex giocatrici o appassionati nerostellati, che transitando al palazzetto approfittavano per immortalarsi.

I due tabelloni però accusano il tempo (l’impianto è stato costruito dalla Comense nel 1990). Quello sopra l’atrio è stato danneggiato durante i lavori per la sostituzione delle balaustre a fine 2019, e da allora era spento. L’altro funziona, ma è posizionato dietro le panchine, e quindi non a norma per il basket.

I Comuni di Como e di Casnate avevano fatto sapere che la riparazione non sarebbe stata conveniente, ma che l’acquisto di un nuovo apparecchio (20mila euro) era rimandato. Nulla però si è più mosso. Fatto sta che nei giorni scorsi le due società di pallavolo, Alba Albese in particolare e Libertas Cantù, hanno preso l’iniziativa di ripararlo.

Sostituito il trasformatore e resettate le schede di memoria, spendendo meno di mille euro, il tabellone è ripartito. Certo, diverse luci non vanno e i numeri non sono ben leggibili… Ma grazie alla collaborazione tra le due società, è stato risolto un problema. Con l’occasione però, sono stati tolti i nomi delle giocatrici perché forse potevano creare confusione.

«Prima o poi ci stava se ci mettono i nomi attuali – commenta Viviana Ballabio, la mitica capitana della Comense -. La cosa che mi dispiace però è che, va bene cambiare nome al palazzetto, va bene togliere i nomi delle giocatrici, ma sembra fatto per alienare una storia. E che i Comuni di Como e di Casnate non abbiamo l’attenzione per dedicare uno spazio, in memoria di quello che è stato per lo sport comasco».

Laura Spreafico era una delle superstiti “appese” sui tabelloni. «Quando ho visto la foto senza i nomi- dice - un po’ di tristezza c’è stata. Viene a mancare un pezzo di storia. D’altra parte è giusto guardare avanti. La mia speranza è che gli stendardi che sono sul soffitto, con scudetti e coppe, restino dove meritano per tramandare quanto la Comense è stata importante».


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