Tavecchio, caso mondiale
«Ma io non mi fermo»

La sua frase razzista ha scatenato un putiferio, candidatura a rischio

Carlo Tavecchio non fa alcun passo indietro e va avanti. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, in una nota, annuncia di non voler rinunciare alla candidatura alla guida della Figc. «Ho prestato molta attenzione agli accadimenti di questi giorni e alle posizioni espresse dai media in merito alle parole da me impropriamente usate, senza alcun intendimento offensivo, in occasione dell’assemblea di venerdì scorso - sottolinea - Ne ho tratto molti insegnamenti che ho voluto condividere con i rappresentanti delle componenti che sostengono la mia candidatura a presidente della Figc, ricevendo dagli stessi piena conferma del loro sostegno. Ciò mi conforta e mi induce a ribadire l’impegno per la piena attuazione del mio programma in caso di mia elezione alla presidenza federale. In questi giorni ho apprezzato la diffusa sensibilità dell’opinione pubblica sui temi della discriminazione razziale e mi auguro che si possa partire proprio da questa sensibilità per dare avvio a un capillare programma di educazione sportiva e a forme di lotta contro ogni discriminazione nello sport finalmente efficaci, come da tempo ho realizzato nell’ambito della Lega Nazionale Dilettanti che presiedo dal 1999». Ma il suo diventa un caso mondiale. Anche la Fifa e la Comunità Europea vogliono chiarezza sulla frase a sfondo razzista pronunciata dal dirigente comasco.

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