Testoni, il comasco voce di Dazn «Sono cresciuto a pane e pallone»
Il comasco Edoardo Testoni, telecronista di Dazn

Testoni, il comasco voce di Dazn
«Sono cresciuto a pane e pallone»

Facciamo la conoscenza di una delle nuove leve più apprezzate del canale

Una “passionaccia” finita dentro la tesi di laurea, le prime esperienze e ora la conferma nel frizzante team di telecronisti della tv Dazn. Insomma, il comasco Edoardo Testoni è ormai una voce (e un volto) riconosciuto. E apprezzato da tanti utenti del canale che, da alcune stagioni, si è inserito prepotentemente nell’offerta televisiva on demand di calcio e sport.

Trentadue anni a novembre, Edoardo è cresciuto a Cernobbio, abita a Breccia ed è lanciatissimo: «Fare il telecronista non era il mio obiettivo. Ho cominciato a Fox Sport, poi ho fatto il salto a Dazn, per commentare la serie A e la B e altre leghe: non potevo chiedere di meglio, sono cresciuto a pane e calcio italiano».

Tra redazione, cronache, interviste e speciali, l’esperienza è diventata importante. E va messa a frutto nelle telecronache: «Ho avuto a che fare con allenatori e giocatori, alcuni moto importanti. Un lavoro propedeutico parlare con loro, mi ha aiutato molto nelle telecronache. E poi c’è uno stile: a Dazn proviamo a distinguerci con pre e post partita sul campo, veloci e ritmati, puntando su qualità, dati oggettivi e senza sparate».

In mezzo a tante esperienze, rimangono le persone: «Il personaggio che più mi ha colpito è stato Fabio Capello. Ero molto giovane, averlo di fronte e interagire con lui è stato impattante».

Giornalisti giovani e competenti, Dazn è anche un microcosmo di opinionisti di primissimo piano: «Abbiamo la fortuna di poter contare su tanti validi ex giocatori. Federico Balzaretti è davvero bravo, competente, mai sopra le righe. Bravissimo anche mister Francesco Guidolin. Del resto la seconda voce - noi li chiamiamo i “talent” - deve saper dare un lettura migliore, che spieghi le situazioni».

Ma, tra tanti viaggi e interviste, sono anche altri i personaggi che hanno “segnato” Testoni: «Sicuramente Fabio Cannavaro mi ha lasciato una forte impronta. Lo intervistai a Catania, era in ritiro con la sua squadra cinese prima di trasferirsi in Oriente. Davvero ficcante e competente. E mai banale».

Che pensa Testoni di calcio italiano? «Che sarà una stagione difficile per via del Covid, ma credo che questo protocollo, nonostante i casi che si registrano, abbia un senso. Ovvio, si spera che questa emergenza finisca prima possibile».

Pronostici? «Il progetto di ringiovanimento della Juve è interessantissimo e sembra valido, ma la profondità della rosa e la qualità diffusa dell’Inter non l’ha nessuno. Sarà un campionato aperto, tirato, ma alla fine vedo favoriti i nerazzurri».

E il Como? «Non sono mai stato un tifoso sfegatato, ma mi informo. Ho ancora in mente, perché ero al Sinigaglia, l’ultima serie A: Como-Udinese, partita sospesa ed esilio della squadra a Piacenza. Mi ha colpito la nuova proprietà e, con Como Tv, l’acquisizione delle partite sudamericane: è difficile vedere in C un progetto così ambizioso. Incrociamo le dita».

Como nel cuore per ragioni territoriali, impossibile però strappargli una confessione sulla squadra per cui fa il tifo: «Eh no, non posso dirlo… altrimenti la carriera finisce qua! Diciamocelo, tutti i telecronisti tifano una squadra, a me è successo di commentare le partite della “mia” squadra. Ma non bisogna farsi sopraffare dal tifo».


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