Torna Ai lov dis gheim La versione di Gianni
Gianni Corsolini (Foto by Butti)

Torna Ai lov dis gheim
La versione di Gianni

Consueto appuntamento settimanale con la più longeva delle rubriche de La Provincia

accio volentieri i complimenti a Martina La Piana, la ragazza campana che ha vinto recentemente la medaglia d’oro alle Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires nel pugilato femminile (categoria 51 kg). Il suo obiettivo è quello di andare nel corpo di Polizia e intanto frequenta il liceo scientifico e predilige gli allenamenti duri alle discoteche. Certo, occorrono risultati per ottenere l’indispensabile notorietà e soprattutto contributi ma la costanza e la serietà alla lunga aiutano.

Intanto nel basket abbiamo una querelle che non aiuta certo il prosieguo dell’attività. Si tratta di questo: abbiamo messo sotto contratto due capaci e seri allenatori Tanjevic e Sacchetti. Al primo è stato dato l’incarico di direttore tecnico e al secondo quello di coach. Il tutto però senza un accordo preventivo per cui la necessaria collaborazione è al palo di partenza. Speriamo che quanto sopra abbia presto una soluzione perché all’orizzonte si profila una società che dovrebbe sostituire il Coni per distribuire i contributi alle diverse federazioni. Attualmente, queste le cifre: calcio 36.422.682 euro, pallavolo 13.482.224; a seguire nuoto, atletica, sport invernali. Poi arriva il basket con 9.231.008.

La Pallacanestro Cantù, alla trasmissione Rai “Overtime”, ha fatto un’ottima figura con l’intervento del coach Pashutin. La Rai si è collegata con Ettore Messina a San Antonio, nel Texas. Quando Messina era all’Armata Rossa a Mosca il nostro coach era assistente di Ettore e i rapporti fra i due sono rimasti ottimi.

Non so come andrà la squadra, ma è certo che Pashutin ha dimostrato di essere un gran “saraffo”, un uomo che sa vivere, dotato di empatia necessaria non solo nello spogliatoio ma anche all’esterno con le abitudini, le tradizioni e la cultura locale. Durante la trasmissione ha detto che fa fare degli allenamenti defatiganti sul campo di calcio e ricordo che la stessa cosa la faceva fare Boris Stankovic all’epoca di Cantù. Ho l’impressione che l’uomo si sia reso conto che la città dei mille canestri non è uno spot ma una realtà. In effetti, in tante altre località, l’attività viene svolta nelle palestre scolastiche, nei vecchi palazzetti tipo Coni ma a Cantù, guarda caso come nella Nba, i fondamentali e il piacere ludico trovano spazio nei cortili.

È l’effetto di quella che viene chiamata la “canturinità”; nel tempo si sono modificate le tendenze artigianali del mondo del legno, quelle che un tempo caratterizzavano il classico, mentre oggi è nata una necessaria trasformazione per cui è in auge il design. Molti imprenditori canturini esportano anche il concetto nuovo di abitare e aumentano i progetti. Ma se si vuole qualcosa di eccezionale, allora la produzione viene svolta qui.

Nel basket canturino noto con piacere che ai successi sportivi e professionali di chi è passato da Cantù si associa un legame con questa piazza che non si spezza. Lo vedo in Anna Cremascoli che ha dato risorse ma anche una grande passione alla nostra pallacanestro. Lo vedo in tanti giocatori stranieri che ricordano il loro passaggio da noi (Kaukenas, Markoishvili, Leunen) e anche in chi, come Lupo Rossini, dopo le vittorie con il nostro team, ha potuto esprimere la propria professionalità anche presso i cugini milanesi e parlo del suo ruolo di direttore sportivo dell’Armani. E certo lo vedo in un canturino doc, Paolo Frigerio, un vero principe promotore di Cantù. Ama tantissimo la bicicletta e negli ultimi anni è riuscito a far passare sempre dalle zone comasche il Giro di Lombardia.

Spesso mi lamento perché il basket non ha visibilità sui media maggiori ma l’altra sera mi sono dovuto ricredere. Alla trasmissione di Gramellini, era invitata fra gli ospiti una squadra femminile di Dalmine. Hanno celebrato 6 anni di attività e 100 sconfitte consecutive. Il successo sul campo è vicino ma queste ragazze e il coach hanno già vinto per lo spirito, l’affiatamento e il divertimento che riescono a mettere in allenamento e in partita. Al Portobello di un’altra grande appassionata di basket, Antonella Clerici, si è presentata la nazionale maschile over 70, guidata da Dan Peterson, per cercare rinforzi. Con questa passione, il basket può veramente allungare la vita.

Gianni Corsolini


© RIPRODUZIONE RISERVATA