Un comasco a Parma  Riecco Notari in Italia
MASSIMILIANO NOTARI (Foto by Cardini)

Un comasco a Parma

Riecco Notari in Italia

Appena rientrato da una lunga avventura all’estero, al Monaco, e da un mese responsabile scouting del Parma

Il Como in B incrocerà un comasco appena rientrato da una lunga avventura all’estero, al Monaco, e da un mese responsabile scouting del Parma. Massimiliano Notari ha 49 anni, diventò famoso da calciatore nel 1993 per essere stato pescato da Trapattoni nel Saronno e portato alla Juventus. Un brutto infortunio ne bloccò la carriera. Breve esperienza da allenatore a Guanzate e Olginate, poi l’attività nello scouting anche per Mantova e Milan. Ha un fratello, Mattia, che lavora con ruolo simile (ma per i giovani) alla Juventus.

Perchè ha sposato la causa del Parma in serie B, dopo tanti anni all’estero?

Mi ha entusiasmato il progetto. Si respira davvero una voglia di far bene, con un progetto dinamico, ambizioso e ricco di passione. Mi piace.

Capo scouting che significa?

Significa andare alla ricerca di profili funzionali al progetto del club. Profili che possano servire all’idea di calcio di presidente, ds e allenatore.

Come ha abbracciato la professione?

Dopo aver smesso di giocare, allenavo e mi divertivo anche molto. Però avevo già l’indole di andare a vedere giocatori di persona. Ful il ds del Mantova, dove giocava mio fratello, a darmi la prima chance. Anche se all’inizio non avevo proprio deciso di abbandonare la professione di allenatore. Fu la chiamata del Milan a convincermi che la strada era quella.

Che vita fa un responsabile scouting?

Io ho preso anche 180 aerei l’anno, ho visto fino a cinque partite al giorno. Devi avere passione, è evidente. Adesso, con la pandemia, il lavoro è cambiato, si utilizza più il video. Anche se appena si può, meglio andare dal vivo. Certo l’area di interesse per me è cambiata, in B non si possono prendere extracomunitari, ci si concentra sui comunitari.

Il Parma, come il Como, ha una proprietà straniera. Che ne pensa?

Credo che le proprietà straniere siano una fortuna per il calcio italiano. Oggi chi arriva ha quasi sempre progetti seri, strutturati.

Che si dice del Como in giro?

Non conosco nel dettaglio la situazione, ma posso dire che indubbiamente se ne parla molto bene, si ha la percezione di un progetto serio, con basi solide. E il ds Ludi ha fatto un bel lavoro.

Si può fare un parallelo tra Parma e Como, come città di provincia nel calcio?

In questo momento no, perché Parma arriva da un recente passato importante anche in Europa. Como ha avuto alti e bassi. Da comasco sono contento che adesso arrivi un po’ di stabilità

.

Ha seguito la promozione del Como?

Abito a Como, certo che sì. Sono andato a vedere Como-Juventus U23. Mi ha dato l’impressione di una squadra che sul campo aveva le idee chiare.

Allenata da Jack Gattuso.

Abbiamo fatto le giovanili azzurre insieme, anche se lui era nella squadra più grande. Sono contento per lui, ha fatto davvero un bel lavoro.

Cosa ricorda di quel periodo nelle giovanili del Como?

Ho fatto tutta la trafila ma non ho mai giocato in prima quadra. Mi ricordo tanti ragazzi speciali. Tra tutti, Andrea Fortunato del quale ero molto amico. Ci siamo ritrovati anche alla Juventus. Aveva fame. Poteva essere il nuovo Maldini.

Lei ha avuto una carriera particolare, con quella chiamata dalla Juve quando era nel Saronno.

Si ma ormai sono le calende greche. Acqua passata...

Ok, ma ha mai pensato che andò alla Juve proprio grazie a qualcuno dello scouting della Juve?

Eh già... C’era Nello Governato mi pare che venne a vedermi. Trapattoni voleva ripetere l’esperienza di Torricelli.


© RIPRODUZIONE RISERVATA