Fondi Ue, verso più soldi a Paesi Sud e meno a Est

BRUXELLES - Più fondi Ue ai Paesi del Sud Europa, colpiti maggiormente dalla crisi economica come Grecia, Spagna e Italia, e meno ai Paesi dell'Est, di ingresso più recente in Europa e finora i principali beneficiari delle politiche di coesione. Sarebbero queste le conseguenze, secondo fonti europee, dei nuovi criteri per l'assegnazione dei fondi strutturali che la Commissione Ue vuole introdurre e che presenterà nella sua proposta per il nuovo bilancio Ue 2021-2027 prevista il 2 maggio.

 

Sotto il capitolo dedicato a coesione e valori, Bruxelles intende infatti rivedere le condizionalità che consentono di ricevere i fondi, dando più importanza a criteri come il rispetto dello stato di diritto. Il pil non sarà più quindi l'indicatore principale usato per quantificare l'assegnazione del denaro - come invece vorrebbe la maggioranza degli stati membri e che avvantaggia quelli del centro-est europeo - , ma sarà affiancato da parametri come il livello di disoccupazione giovanile e l'accoglienza riservata ai migranti, che va quindi più in direzione dei Paesi del Sud.

 

Un quadro del genere avrebbe dunque l'effetto di spostare miliardi di euro da Paesi contrari alle politiche migratorie dell'Ue e sotto osservazione per il rispetto dello stato di diritto, come Ungheria e Polonia, verso altri colpiti duramente dalla crisi economica e migratoria come Italia, Grecia e Spagna e, forse, anche alcune regioni francesi.

 

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