'Grana' Pac a consiglio Ue agricoltura, faro su dazi Usa

ROMA - I tagli alla Politica agricola comune (Pac), che potrebbero costare 2,7 miliardi di euro agli agricoltori italiani, saranno la prima grana che si troverà ad affrontare in Europa il neo-ministro delle Politiche agricole, il leghista pavese Gian Marco Centinaio. Lunedì a Bruxelles Centinaio parteciperà al suo primo consiglio dei ministri dell'Agricoltura della Ue. Sarà anche il primo rappresentante del governo Conte a prendere parte a un vertice ministeriale europeo.

 

Nel vertice non sono previste decisioni, ma sarà la prima occasione per i responsabili nazionali delle politiche agricole per confrontarsi sulla proposta di riforma della Pac, presentata il primo giugno dal commissario Ue Phil Hogan. Con un occhio anche al tema dei dazi, che rischia di sconfinare sul terreno agricolo, con le olive spagnole sotto tiro.

 

La proposta per la 'nuova' Pac prevede un taglio del 5% dei fondi a prezzi correnti, del 12% in termini reali (con
l'inflazione). Un taglio dovuto alla necessità per la Commissione di trovare soldi per fronteggiare la Brexit e l'emergenza migranti, ma che ha già provocato la levata di scudi di un gruppo di stati europei. Un memorandum contro i tagli è stato firmato da Francia, Spagna, Finlandia, Portogallo, Grecia e Irlanda. Resta da vedere se oggi lo firmerà anche l'Italia.

 

"L'agricoltura italiana è sotto tiro, lo sono i coltivatori e le loro produzioni, è il momento di contrattaccare - ha detto sabato a Torino il ministro Centinaio -. Il mio nemico numero 1 sarà l'italian sounding. E tutelerò l'agricoltura italiana anche contro un'Unione Europea che determinate sensibilità non ne ha".  Se la proposta della Commissione non verrà cambiata, l'Italia potrebbe perdere circa 2,7 miliardi a prezzi correnti, il 6,9% in meno rispetto all'attuale periodo di programmazione. "Un taglio insostenibile in un settore chiave", sottolinea Coldiretti.

 

Nel periodo finanziario 2021-2027 all'Italia dovrebbero andare complessivamente 36,3 miliardi, suddivisi in 24,9 miliardi per i pagamenti diretti, 8,9 miliardi per lo sviluppo rurale e 2,5 miliardi per le misure di mercato. La riforma Hogan prevede anche un tetto agli aiuti diretti a 100.000 euro, per reindirizzare fondi alle imprese più piccole, e più flessibilità agli stati, ma anche più responsabilità, per l'applicazione delle regole.

 

Ma oggi  a Bruxelles i ministri dell'Agricoltura non parleranno solo di Pac. Cominceranno a discutere anche dei tagli proposti dalla Commissione al Fondo Pesca (per le stesse ragioni di quelli alla Pac) e delle quote di pesca del 2019. Sul tavolo anche i dazi imposti dagli Stati Uniti sulle olive spagnole: per l'amministrazione Trump sono sussidiate e fanno dumping a quelle californiane, per l'Ue ricevono solo i normali aiuti Pac.

 

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