Muro Berlino: Juncker, chiusero ferite aperte dalla guerra

BRUXELLES - "Quanti sono scesi in strada nell'autunno del 1989 hanno messo a repentaglio la loro libertà per la libertà di tutti. Il loro coraggio ha abbattuto le mura, la loro coesione ha ispirato l'Europa ed il mondo e la loro rivoluzione pacifica ha cambiato il corso della storia. Chiusero le ferite che la guerra aveva aperto in questo continente e riconciliarono la sua storia con la sua geografia. Hanno fatto la storia invece di subirla". Così il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker ricorda il trentennale della caduta del muro di Berlino che, il 9 novembre 1989, smise di dividere le due Germanie.

"La caduta del muro di Berlino è l'episodio fondatore dell'Europa contemporanea e ci ha resi migliori." Lo dice David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. "Trent'anni fa l'Europa ha ritrovato la sua unità riconciliando lo spazio geografico con quello politico attorno ai valori della democrazia e della libertà. È un evento che ricordiamo con gioia e che ha offerto a noi e alle future generazioni la possibilità di affrontare le sfide globali con un patrimonio di valori utili alla difesa della dignità delle persone", prosegue Sassoli. "Da quel giorno - afferma - l'Europa è diventata più forte nell'affrontare le sfide che ha avuto davanti. La caduta del muro ha rappresentato la fine di un incubo per milioni di europei puniti e uccisi per la sete di giustizia ed emarginati per il desiderio di libertà. Ricordare quel periodo significa anche ribadire che mai più totalitarismi torneranno ad opprimere la vita dei nostri cittadini e ad umiliare i nostri Paesi". "Oggi - conclude Sassoli - non dobbiamo dimenticare quella lezione. I giovani di Berlino ci invitano ad avere lo stesso coraggio nel continuare ad abbattere i muri e i pregiudizi, sconfiggere i nazionalismi e a lavorare per un'Europa della solidarietà".

 

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