Sabato 07 Novembre 2009

G20/ Nessun progresso sul clima, no a ritiro stimoli

St Andrews (Scozia), 7 nov. (Apcom) - Nel verdeggiante panorama dei campi da golf di St Andrews, in una zona della Scozia che ha visto nascere sia il premier britannico Gordon Brown che il suo cancelliere dello Schacchiere Alistair Darling, i ministri economici e i banchieri centrali del G20 non sono riusciti a fare alcun passo avanti degno di nota sul delicato tema dei finanziamenti ai paesi poveri per la lotta al cambiamento climatico. Nonostante Darling avesse fatto del clima il punto più importante dell'agenda della riunione, nel comunicato finale non si fa che ribadire per l'ennesima volta la necessità di raggiungere un risultato "ambizioso" a Copenhagen, senza precisare quale sarà l'impegno di ciascuno affinché ciò si realizzi. "In questo G20 c'è stata molta discussione preparatoria sugli altri incontri dell'anno prossimo", ha sintetizzato il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, aggiungendo: "Non sono mai deluso, tutti sapevano che questo sarebbe stato una sorta di seminario". Le più grandi economie del pianeta si sono impegnate ad aiutare i paesi più poveri a mettere in atto delle politiche ambientali e a contrastare gli effetti del cambiamento climatico. L'Unione europea ha stabilito che questo sostegno dovrà essere pari a 100 miliardi di euro all'anno, ma non ha voluto rivelare l'entità del proprio impegno, seguendo la linea di Roma, Parigi e Berlino, che vogliono prima avere una prova tangibile dell'impegno degli altri grandi paesi. Impegno che non è stato definito a St Andrews dai ministri, che si sono accontentati di spiegare di essere "decisi a portare avanti ulteriore lavoro sul finanziamento del cambiamento climatico". Il secondo punto all'ordine del giorno è stato introdotto dallo stesso Brown, che ha proposto una "tassa globale sulle transazioni finanziarie" in grado di togliere dalle spalle dei contribuenti il peso delle crisi finanziarie e a ripristinare un po' di equilibrio sui mercati finanziari. "Tra le varie proposte ci sono una tariffa sulle assicurazioni che rifletta il rischio sistemico, la creazione di un fondo, dei dispositivi sul capitale o una tassa globale sulle transazioni finanziarie", ha spiegato Brown. Il presidente dell'Fsb Mario Draghi non ha commentato la proposta, bocciata da più parti, a partire dal segretario di Stato americano al Tesoro, Timothy Geithner, che ha dichiarato che l'ipotesi non era all'ordine del giorno. Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ha dichiarato che l'istituzione di Washington ha allo studio una tassa alternativa, tecnicamente più fattibile, sull'assunzione di rischio delle banche. Per il ministro del Tesoro Giulio Tremonti la proposta di Brown "è un'ipotesi che gira da almeno 20 anni", ma "sicuramente in giro c'è troppa speculazione finanziaria che è bene controllare", però, "la speculazione è meglio bloccarla prima che tassarla dopo".

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