Venerdì 13 Novembre 2009

Fisco/ Governo taglia acconto Irpef, più soldi sotto l'albero

Roma, 13 nov. (Apcom) - Più soldi ai cittadini sotto l'albero di Natale. Il governo decide di lasciare in tasca più denari agli italiani e concede al popolo delle partite Iva e a coloro che pagano l'acconto l'Irpef una dilazione della rata di novembre. Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che prevede una riduzione dell'acconto sull'imposta sul reddito delle persone fisiche dovuto entro il 30 di questo mese. Il testo definitivo del provvedimento non è ancora pronto, quindi, non è ancora chiara l'entità della percentuale del pagamento che potrà essere rinviata. L'operazione - che non è un 'regalo' perchè i cittadini dovranno versare la quota l'anno prossimo - costa allo Stato 3,6 miliardi e le minori entrate saranno coperte dal gettito dello scudo fiscale. Restano escluse dall'agevolazione le grandi imprese e le società di capitali che pagano l'Irap e l'Ires. Imposte che secondo la prima versione del decreto dovevano rientrare nel beneficio. Nelle intenzioni del governo il taglio dell'acconto dovrebbe consentire una boccata d'ossigeno per le famiglie proprio in coincidenza con una mensilità, quella di dicembre, in cui il peso delle tasse è maggiore e qualche soldo in più non dispiace. Un modo anche per rilanciare i consumi vista l'arrivo del Natale. Ma con la manovra si risolve anche una problema di contabilità: si evita un 'buco' nel 2009 liberando risorse per il 2010. In pratica, gli introiti dello scudo fiscale in quanto contabilizzati nel 2009 (la scadenza dell'operazione è fissata al 15 dicembre) andrebbero spesi quest'anno. Mettendoli a copertura della riduzione dell'acconto si copre il 'buco' sul 2009 e si liberano risorse, quelle dovute dall'acconto Irpef non versate, nel 2010. Con queste risorse si potranno finanziare nuovi interventi sul prossimo anno già dalla Finanziaria 2010. Il rinvio del pagamento dell'acconto Irpef va incontro alle richieste di piccole e medie imprese, ditte individuali, società di persone, tutti titolari di partite Iva. Restano invece fuori i lavoratori dipendenti che pagano le tasse in busta paga, ma non quelli che hanno redditi aggiuntivi e che quindi versano l'acconto.

Gab

© riproduzione riservata