Sabato 14 Novembre 2009

Ue/ Napolitano cita Miliband: Serve forte politica estera europea

Napoli, 14 nov. (Apcom) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ribadisce "la necessità di dare corpo sul serio a una politica estera e di sicurezza dell'Unione europea". Per farlo, nel corso della lectio magistralis all'Università Orientale di Napoli, il capo dello Stato cita per tre volte il ministro degli Esteri britannico David Miliband, che nelle scorse settimane è stato considerato uno dei possibili candidati proprio a ricoprire il ruolo di ministro degli Esteri dell'Ue, ruolo cui aspira anche l'ex premier Massimo D'Alema. Napolitano ricorda che l'obiettivo di una politica estera comune era presente anche nel Trattato di Maastricht: "Non fu una forzatura illusoria" ma, secondo il capo dello Stato, "una intuizione anticipatrice cui avrebbe dovuto e deve ancora seguire un forte supplemento di volontà politica. Il che è indispensabile anche per progredire, come Unione, ben più conseguentemente di quanto non si sia fatto finora verso una politica di difesa comune e una vera e propria difesa comune". Il presidente della Repubblica ha osservato che certi oneri "l'Europa non li può lasciare sulle spalle degli Stati Uniti". "Delle potenzialità dell'Europa - ha sottolineato Napolitano - di quel che l'Europa rappresenta ha dato una felice sintesi il ministro degli Esteri britannico David Miliband in un discorso di poche settimane fa" in cui affermava che "i Paesi dell'Ue sostengono quasi il 40% del bilancio delle Nazioni Unite e quasi due terzi dell'aiuto allo sviluppo mondiale. Il mercato unico ci dà una decisiva influenza nei negoziati sul commercio o sull'ambiente. Abbiamo due milioni e mezzo di uomini e donne in armi e 40mila diplomatici che operano in 1.500 missioni nel mondo". Sul potenziale evidenziato da Miliband, secondo Napolitano, "si può far leva perché l'Europa conti nel mondo globale, purché - precisa il capo dello Stato - si riconosca quel che Miliband ha detto a proposito del Regno Unito: o ci impegniamo insieme a 'guidare una forte politica estera europea o, perdendoci nell'orgoglio, nella nostalgia e nella xenofobia, vedremo declinare il nostro ruolo nel mondo'. Se è vero per il Regno Unito quel che ha rilevato il suo ministro degli Esteri, il rilievo vale per ogni anche grande Stato membro dell'Ue". Napolitano infine mutua da Miliband anche le conclusioni della sua lectio magistralis quando mette in guardia dal rischio per gli Stati membri dell'Ue di diventare "spettatori" in un mondo guidato da Stati Uniti e Cina o da altre potenze in crescita.

red

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