Lunedì 16 Novembre 2009

Napolitano da oggi in Turchia, tra nodo Ue e rapporti con Iran

Roma, 16 nov. (Apcom) - E' tutta politica la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Turchia e tutta centrata sui rapporti tra il più grande paese musulmano e l'Unione Europea, tra lo stato laico fondato da Ataturk e gli altri attori di quell'area da sempre ad alta tensione. Gli attori sullo scacchiere si chiamano Iraq, Iran, Siria e il ruolo strategico della Turchia per la stabilizzazione dell'intera regione è fondamentale. Il capo dello Stato sarà ad Ankara e poi a Smirne dal 16 al 19 novembre. Niente Istanbul che fu invece la meta principale del viaggio di Carlo Azeglio Ciampi nel 2005. Napolitano, accompagnato dal ministro degli Esteri Franco Frattini, si farà portatore del sostegno italiano - ribadito a più riprese anche dal premier Silvio Berlusconi - all'ingresso in Ue della Turchia. Il messaggio sarà chiaro: i patti vanno rispettati. E' stato avviato un negoziato sulla base di alcuni criteri (riforme, diritti civili, libertà d'espressione), l'obiettivo finale è l'adesione e non c'è spazio per "posizioni preconcette" in Europa o autentiche 'provocazioni' come quella di chi, al termine dell'iter, vorrebbe un semplice partenariato. Proprio sabato, in occasione della sua lectio magistralis all'Università orientale di Napoli, Napolitano ha ribadito che "accanto alle risposte che si attendono dalla Turchia su tutte le materie del negoziato, tocca all'Ue mostrarsi netta e coerente su quel che intende essere: una tradizionale alleanza tra Stati, se retta da regole di libero scambio in un mercato più o meno unificato, o un sistema di integrazione fondato sull'esercizio in comune di una sovranità condivisa in campi fondamentali". Il presidente è convinto che "l'adesione della Turchia potrà rappresentare una tappa di grande importanza per l'affermazione e l'espansione del ruolo dell'Europa". La Turchia, del resto, è il più antico candidato all'adesione all'Ue, di cui si è iniziato a discutere già dagli anni Sessanta con l'apertura del negoziato nel 2004. Al momento la trattativa sta vivendo uno stallo per la mancata soluzione alla questione di Cipro, cosa che di certo tornerà nei colloqui tra Roma e Ankara. In una fitta girandola di incontri istituzionali, con la comunità italiana, con il mondo universitario e della cultura, Napolitano vedrà il premier Tayyip Erdogan e il presidente turco Abdullah Gul, il presidente della Grande assemblea nazionale di Turchia Mehmet Ali Sahin, il nunzio apostolico, il capo dell'opposizione Deniz Baykal che è membro dell'Internazionale socialista. La visita di Stato in Turchia chiude gli impegni all'estero del 2009 e rappresenta anche il giro di boa del settennato, per questo si configura come una delle più importanti. La Turchia gioca un ruolo strategico come snodo economico ed energetico e per la sua posizione geopolitica di attore regionale di rilievo nei rapporti con Iran, Iraq e Siria e anche con i paesi transcaucasici. Nella valutazione che l'Europa darà della Turchia per il suo ingresso valgono senza dubbio il riconoscimento della minoranza curda e gli accordi con l'Armenia per la ripresa dei rapporti diplomatici. Del resto c'è un particolare non trascurabile: la Turchia ha partecipato come osservatore esterno alla Conferenza intergovernativa per il Trattato costituzionale, conosce quindi 'da dentro' la carta fondamentale dell'Ue e ha condiviso i valori su cui è nata. Quanto ai rapporti con l'Iran la Turchia potrebbe svolgere un ruolo decisivo per portarlo a un vero negoziato con la comunità internazionale sul nucleare. Il capo dello Stato arriverà ad Ankara oggi pomeriggio e sarà subito ricevuto dal primo ministro Tayyip Erdogan con il quale poi cenerà. Martedì, dopo la deposizione di una corona di fiori e la firma del libro d'onore al Mausoleo di Ataturk, Napolitano sarà ricevuto dal presidente della Turchia Abdullah Gul; la giornata terminerà con la visita al Museo delle Civiltà anatoliche, l'incontro con il presidente della Grande assemblea nazionale di Turchia Mehmet Ali Sahin e il pranzo di Stato offerto dal presidente Gul. Il 18 novembre Napolitano incontrerà il Nunzio apostolico e, dopo, il capo dell'opposizione Deniz Baykal che è membro dell'Internazionale socialista; nel pomeriggio si trasferirà a Smirne cenando poi dal governatore Cahit Kirac. Il 19 novembre, ultimo giorno della visita, Napolitano visiterà la zona archeologica e prima di ripartire per l'Italia incontrerà la comunità italiana che è presente a Smirne fin dal 1260.

Vep

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