Fini: Cerchiamo un modello condiviso dell'Italia futura

Fini: Cerchiamo un modello condiviso dell'Italia futura Non è consociativismo. Leadership è guidare umori, non seguirli

Roma, 17 nov. (Apcom) - Almeno sulle "grandi questioni", le forze politiche hanno il dovere di "cercare un modello condiviso dell'Italia futura". Non si tratta di "consociativismo" ma bensì di "trasversalismo positivo", è "esercitare la leadership nel senso migliore" del termine, ovvero "preparare e guidare gli umori" del Paese, non limitarsi a seguirli. Gianfranco Fini coglie l'occasione di un convegno sullo sviluppo ecosostenibile per ribadire le sue convinzioni sulla necessità di un confronto tra gli schieramenti per superare il "bipolarismo muscolare", tanto più che a organizzare "Green Italy" sono la 'sua' fondazione FareFuturo e quella di Ermete Realacci, Symbola. Un evento normale oltreconfine, ma che da noi "suscita se non meraviglia, almeno una certa sorpresa".A maggior ragione visto che il convegno si chiude con un documento tra le due fondazioni: "Fuori dai confini nazionali ci si meraviglia molto di meno se fondazioni con diversi valori di riferimento si confrontano su un tema che è già nelle agende. E non è un elemento insignificante se c'è non solo un momento di analisi ma una convergenza comune; se non c'è solo la condivisione dell'importanza del tema ma anche la capacità di indicare proposte concrete per l'attuazione dell'analisi".Questo perchè, prosegue il ragionamento del presidente della Camera, "in una democrazia dell'alternanza come la nostra, con un bipolarismo un po' muscolare, è necessario avere una idea condivisa dell'Italia prossima ventura. L'Italia del 2030, del 2050, non è fantascienza, è governare il futuro. E' il modo per esercitare la leadership nel senso più pieno del termine". Fini precisa di "non vole suscitare polemiche", e spiega che "in inglese a leadership si contrappone followship. In Italia vedo che sono molti coloro che seguono gli umori, solo pochi li guidano e li preparano".Complimenti dunque al lavoro svolto dalle due fondazioni in materia ambientale: "Non si tratta di consociativismo ma di trasversalismo positivo". Purtroppo in Italia, nota Fini, "a volte vengono confusi". Al contrario, "bisogna avere la capacità di individuare sfide nuove, tematiche su cui arrivare ad analisi convergenti e a proposte comuni, se vogliamo essere coerenti con la retorica del post-ideologismo".

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