Domenica 22 Novembre 2009

Giustizia/ Spataro in tv critica processo breve, Pdl all'attacco

Roma, 22 nov. (Apcom) - Un riferimento al ministro dell'Interno Roberto Maroni ("Guai a lanciare allarmi esagerati" sul terrorismo) e una bocciatura dei dati forniti dal ministro della Giustizia Alfano sull'impatto del ddl sul processo breve. Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, va in televisione ospite di Lucia Annunziata a 'In mezz'ora' e quel che dice fa scatenare le critiche del Pdl, che lo accusa di aver fatto una vera e propria "tribuna politica" e invita a "battersi a tutti i livelli" contro questa anomalia. Spataro parla del processo Abu Omar, di cui si sta occupando e spiega di non aver ricevuto pressioni, ma di aver di sicuro trovato ostacoli. "L'apposizione del segreto di Stato - argomenta - non è una pressione, ma un ostacolo giuridico". Ma soprattutto il procuratore aggiunto di Milano punta il dito contro le nuove normative in materia di giustizia. Attacca il ddl Alfano che nella parte in cui prevede di sganciare il pm dalla polizia giudiziaria sembra ispirato da "logica aziendale", ma in particolare critica il ddl sul processo breve che martedì comincia il suo iter al Senato. Alfano ha detto che riguarderà l'1% dei procedimenti? "Allora - chiede Spataro - dov'è il problema? Vuole dire che il 99% dei processi funziona egregiamente. Se è solo l'1% allora la legge non serve ma io temo che i numeri saranno peggiori in futuro". Parole che scatenano critiche a pioggia da parte del Pdl. Per il portavoce del Partito, Daniele Capezzone, quella di Spataro è stata una "tribuna politica" senza contradditorio. "Siamo di fronte a un'azione eversiva contro la legalità democratica" commenta il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, mentre il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi sottolinea che l'anomalia non è soltanto nelle parole di Spataro, ma anche nella mancata presa di distanza della sinistra. Il presidente dei deputati, Frabrizio Cicchitto, è convinto che le parole del procuratore aggiunto di Milano siano la conferma "dell'esistenza di una grande anomalia italiana contro la quale è indispensabile battersi a tutti i livelli, nel Parlamento e nel Paese".

Red

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