Mercoledì 25 Novembre 2009

Afghanistan/ Italia apre su rinforzi, si attende decisione Obama

Roma, 25 nov. (Apcom) - Gli occhi di tutti sono puntati sulla Casa Bianca, ma le grandi manovre sono già cominciate. Barack Obama annuncerà martedì prossimo la sua decisione sull'invio di rinforzi in Afghanistan: almeno 30.000 uomini, secondo le indiscrezioni trapelate da esperti e analisti. Gli uomini del presidente, però, si sono già mossi "informalmente" per testare la disponibilità degli alleati. E hanno ricevuto una disponibilità di massima. L'Italia, ad esempio, ritiene "possibile" l'invio di rinforzi in territorio afgano, 400 militari o poco più, che non saranno però gli stessi uomini dispiegati in teatro in occasione delle elezioni presidenziali. "Una cosa è certa: quelli torneranno a casa", ha confermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa. I responsabili militari della Nato hanno fatto sapere che il 7 dicembre prossimo discuteranno dei rinforzi che gli alleati europei potrebbero inviare in Afghanistan, una volta che gli Stati Uniti avranno svelato la loro posizione sul tema. Oggi intanto, il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen sarà ricevuto a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con il quale discuterà anche del possibile nuovo contributo italiano alla missione. Se gli Stati Uniti chiederanno un nuovo sforzo per l'Afghanistan "il governo" ci "ragionerà", ha confermato da parte sua il ministro degli Esteri Franco Frattini. Il capo di Stato Maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, ha precisato che i vertici militari sono in attesa delle "decisioni politiche". "Quando arriveranno vedremo come applicarle", ha commentato, ricordando che in passato l'Italia "ha schierato all'estero fino a 12.500 uomini". "Adesso sono circa 8.500. Dunque, non è un problema di uomini, è un problema di soldi e soprattutto di volontà politica di fare certe cose", ha aggiunto. Secondo alcune indiscrezioni, oltre all'Italia saranno Gran Bretagna, Germania, Francia, Turchia e Romania ad offrire la maggior parte dei rinforzi previsti dagli alleati europei degli Usa. Si parla di circa 7.000 uomini in totale. In Germania, la cancelliera Angela Merkel potrebbe addirittura chiedere al Bundestag di portare il contingente da 4.500 a 7.000 soldati. Alla missione Isaf contribuiscono attualmente 43 diverse nazioni per un totale di 71.030 uomini. Il contingente più numeroso è quello americano (34.800 uomini), seguito da quelli di Regno Unito (9.000), Germania (4.365), Francia (3.095), Canada (2.830), Italia (2.795), Olanda (2.160), Polonia (1.910), Australia (1.350) e Spagna (1.000).

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