Mercoledì 25 Novembre 2009

Giustizia/Anm incontra Pd Senato:Allarme Procure vuote,aiutateci

Roma, 25 nov. (Apcom) - Sospendere la norma che vieta ai magistrati di prima nomina di essere destinati in Procura. E' questo il "provvedimento temporaneo" che i vertici dell'Associazione nazionale magistrati ritengono "necessario" per far fronte nell'immediato all'"allarme" che arriva dagli uffici dei pm di tutta Italia che si stanno svuotando. Un problema "serio" che oggi i rappresentanti del 'sindacato delle toghe' hanno affrontato nell'incontro con il Pd in Senato. Colloquio al quale erano presenti la capogruppo Anna Finocchiaro, assieme ai senatori democratici della commissione Giustizia. Certo, il tema del 'processo breve' è stato affrontato, riferisce al termine la delegazione dell'Anm guidata dal presidente Luca Palamara: "Ma nel presente c'è un problema molto serio, quello delle Procure vuote. Abbiamo ribadito il nostro allarme e segnalato la necessità di un provvedimento temporaneo, che per noi è quello della sospensione del divieto per i magistrati di prima nomina di essere assegnati agli uffici requirenti". Del problema, ha aggiunto il leader del sindacato delle toghe, il ministro della Giustizia "è a conoscenza da tempo", così come "conosce le nostre proposte": "Questo è un problema che, assieme alle norme sul processo breve, crea un ulteriore guasto al sistema giudiziario". All'Anm i vertici del Pd in Senato hanno chiesto di presentare "valutazioni tecniche" che possano essere utili nel lavoro parlamentare. La questione dello svuotamento delle Procure "conferma che di riforme serie c'è bisogno", osserva Finocchiaro. La norma che impedisce alle giovani toghe di lavorare nelle Procure, riconosce, è sicuramente un provvedimento "nobile" ed "è vero, come ricorda il ministro, che è stata condivisa anche da noi": "E' uno strumento serio per vaccinare il sistema rispetto a carenze di professionalità. Ma può funzionare - avverte la presidente dei senatori del Pd - soltanto se il sistema è a pieno organico. E oggi non è così. Dieci anni di minacce contro l'ufficio del pm hanno fatto sì che chi studia tanti anni per diventare magistrato non vuole ritrovarsi nel ruolo di pm, che rischia di essere dimezzato e di perdere l'autonomia".

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