Mercoledì 25 Novembre 2009

Napolitano/Settennato a giro di boa,suoi discorsi diventano libro

Roma, 25 nov. (Apcom) - Si intitola, non a caso, "Il patto che ci lega - Per una coscienza repubblicana", il libro, edito dal Mulino e in libreria da domani, che raccoglie un'accurata selezione degli interventi del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel corso della prima metà del settennato. Il volume, con l'introduzione dello storico Paolo Pombeni, è stato presentato oggi, durante un'udienza al Quirinale, al Capo dello Stato. Al giro di boa del settennato il leit motiv che unisce molte prese di posizione di Napolitano è proprio il richiamo a un patto che è il collante del paese e della società italiana e che non è solo la lettera della Costituzione ma la capacità di rinnovare questo legame. Napolitano, dalle pagine dei suoi discorsi, richiama tutti, spiega Pombeni, a "un concorso di volontà più forte di tutte le ragioni di divisione", a un "operante patriottismo costituzionale". Il libro si apre con il messaggio del presidente nel giorno del suo giuramento davanti alle Camere, il 15 maggio 2006, che è anche l'occasione nella quale Napolitano ribadisce il faro e la missione del suo settennato: aiutare il Paese, rappresentando un punto di riferimento super partes, a completare la sua transizione politica verso una "matura democrazia dell'alternanza". Obiettivo che - Napolitano l'ha ripetuto pochi giorni fa in Turchia - resta tuttora valido. I messaggi sono divisi in quattro sezioni: la prima è dedicata ai discorsi agli italiani con l'invito a cogliere l'occasione delle riforme e a uscire dalla crisi come un paese migliore; poi ci sono gli interventi più storici (Per i caduti di Cefalonia, La festa della Liberazione, I caduti di El Alamein, Il 4 novembre, Il Mezzogiorno e l'Unità d'Italia), quelli incentrati sulla memoria tra cui spicca il 'non dimenticare' per le vittime del terrorismo, di qualsiasi matrice, la parte più politica con il ruolo della Costituzione e l'evoluzione della democrazia italiana e, infine, la collocazione dell'Italia nello scenario europeo. Centrale, anche per il modo in cui Napolitano interpreta il suo ruolo, la lezione dell'aprile scorso alla 'Biennale democrazia' di Torino su democrazia e Costituzione che "non è una specie di residuato bellico come da qualche parte si vorrebbe talvolta fare intendere". La centralità del Parlamento, così come l'indipendenza della magistratura sottolineava allora Napolitano, "non costituisce un bagaglio obsoleto sacrificabile, esplicitamente o di fatto, sull'altare della governabilità in funzioni di decisioni - la citazione è di Bobbio - rapide, perentorie e definitive da parte dei poteri pubblici". Più che attuale, e quasi profetica, un'altra frase: "Tutte le istituzioni di controllo o di garanzia non possono essere viste come elementi frenanti del processo decisionale, ma come presidio legittimo della dialettica istituzionale".

Vep

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