Mercoledì 25 Novembre 2009

Ue/ Mantica: Italia sconfitta su Tony Blair, non su D'Alema

Roma, 25 nov. (Apcom) - La "sconfitta" dell'Italia nella partita delle nomine Ue non riguarda la mancata assegnazione dell'incarico di Mister Pesc a Massimo D'Alema, quanto piuttosto la bocciatura di Tony Blair alla presidenza. Ne è convinto il sottosegretario agli Esteri con delega ai rapporti con le istituzioni europee, Alfredo Mantica. "Contrariamente alle opinioni correnti, devo dire che l'Italia è stata sconfitta sul piano della presidenza del Consiglio Ue" commenta Mantica, a margine dell'inaugurazione al palazzo della Fao di una mostra sulla 'reinstallazione dell'obelisco di Axum'. "Noi avevamo sostenuto la candidatura di Tony Blair - ricorda - e sono ancora convinto che un personaggio come Blair avrebbe rappresentato qualcosa di importante all'inizio di questo trattato di Lisbona". "Non mi sento affatto sconfitto sull'operazione D'Alema perché non era un'operazione del governo: era un'operazione che il governo ha apprezzato e avallato ma che avveniva all'interno del Pse" prosegue il sottosegretario, a proposito delle nomine di Herman Van Rompuy a presidente stabile e di Catherine Ashton a 'ministro degli Esteri' Ue. "Che poi la sconfitta di Blair abbia giocato per aumentare il peso di lady Ashton e quindi abbia bloccato l'iniziativa di D'Alema mi dispiace ancora di più, ma la sconfitta, se vogliamo parlare dell'Italia, non riguarda certo il ministero degli Esteri". Quanto al peso italiano nei futuri equilibri istituzionali comunitari, Mantica è tutt'altro che pessimista. "Stiamo lavorando e siamo in buona posizione per avere, sulle infrastrutture e sui trasporti, una delega di Tajani rafforzata rispetto alla precedente" osserva. "E abbiamo ancora il ministro Tremonti candidabile all'Eurogruppo con un Draghi che, so che sarà un'impresa difficile, potrebbe giocare ancora la carta della Banca Centrale Europea".

Spr

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