Giovedì 03 Dicembre 2009

Marche/ Bimba morta a Macerata, legale padre: Non lavorava là

Roma, 3 dic. (Apcom) - "La bambina non lavorava. Va a scuola. Quando è morta era nel bagno", così ad Apcom l'avvocato Francesco Mantella, che assiste il padre di Anni Ye, la bambina cinese di 11 anni morta ieri in un tomaificio clandestino di Corridonia, nel maceratase, riscostruisce la vicenda, precisando che si tratta di quanto al padre della ragazzina è stato riferito dalle altre perone che erano lì, cinesi che lavoravano nel laboratorio clandestino. L'uomo è indagato per omicidio colposo pe abbandono di minore - "atto dovuto", sottolinea l'avvocato - e al momento risulta l'unico indagato. I genitori della piccola sono separati e il padre ieri aveva affidato la piccola alla sua nuova compagna, che lavorava nel laboratori clandestino. Dopo la scuola, la bimba si reca così nel casolare-laboratorio ad aspettare il padre. "Escludo - dichiara al telefono ad Apcom l'avvocato - la circostanza che la ragazzina lavorasse nel laboratorio e che comunque possa essere rimasta vittima di un incidente sul lavoro sia legata anche solo accidentalmente alla vicinanza a luoghi o postazioni di lavoro o materiali, solventi compresi. L'edificio era in parte adibito ad abitazione e in parte a laboratorio. La bambina ragionevolmente - racconta - passava di lì nel pomeriggio dopo la scuola e stava lì per aspettare il padre. Almeno così hanno riferito al padre i cinesi che erano lì. In ogni caso escludo con certezza che stesse lavorando o fosse lì per lavorare". "Non era - aggiunge - il suo luogo di lavoro, la bambina non lavora, va a scuola. Era lì per soggiornarvi nel pomeriggio, dopo la scuola, in attesa che il padre arrivasse. Aspettiamo comunque l'esito dell'autopsia per capire come la sfortunata bambina. Ma escluderei che la morte sia anche indirettamente riconducibile ad una prossimità con l'ambiente di lavoro". "La bambina - prosegue - risulta essere stata trovata in bagno dove era andata per fare una doccia. Vi si è trattenuta per un tempo eccessivamente lungo, e le altre persone che erano là si sono preoccupate e sono andate a bussare. Non hanno ricevuto risposta così hanno aperto la porta e l'hanno trovata priva di sensi. E' questo che le persone che erano lì hanno raccontato al padre". A questo punto sono stati chiamati la madre e "il padre che era fuori, non era nello stabile, si è precipitato", poi è giunto il 118, ma i medici non hanno potuto fare più nulla. "Le prime ipotesi sono partite - sottolinea - collegando la morte al fatto che fosse un laboratorio sprovvisto delle misure di sicurezza adeguate, ma il ritrovamento in bagno, se avvalorato, porterebbe ad escludere comunque un rapporto di causa effetto. E' stata disposta l'autopsia e l'autopsia, effettuata oggi, comunque ci dirà che cosa è successo".

Gtu

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