Mercoledì 23 Dicembre 2009

Riforme/ Schifani:Napolitano catalizzatore del clima di confronto

Roma, 23 dic. (Apcom) - Il clima politico è cambiato, le riforme istituzionali sono possibili nel 2010: se ne dice convinto il presidente del Senato Renato Schifani, in una intervista concessa al Fatto del giorno su Raidue. "Devo riconoscere al presidente della Repubblica - sottolinea Schifani - un grandissimo ruolo non soltanto di mediazione ma di catalizzatore del clima di confronto e di rasserenamento. Le parole del capo dello Stato sono state parole importanti. Niente complotti contro il Governo, sì a un clima di dialogo, sì a riforme condivise. Sono parole importanti, sono parole nelle quali ci riconosciamo tutti noi". "Ce la faremo. Noi chiudiamo questo anno - osserva ancora la seconda carica dello Stato - in un clima diverso rispetto a quello di qualche settimana orsono. Vi sono già segnali importanti di confronto sulle riforme, vi è un disgelo, giorni fa ho detto vedo degli spiragli. E le parole del Capo dello Stato di ieri sono state significative. Basta ad ogni forma di violenza politica, verbale, aggressiva, non soltanto fisica, è un momento di sussulto, di dignità che stiamo vivendo tutti noi in estrema positività. Sono ottimista. Le mie non sono solo parole di auspicio, sono parole di ottimismo che si misurano sulla logica dei fatti che si stanno realmente concretizzando in queste ore". Alla domanda su quale dono di Natale si aspetti dalla politica italiana, Schifani risponde: "Una politica meno chiassosa, meno litigiosa, più rispettosa delle idee altrui una politica dell'ascolto. Una politica della sensibilità ad ascoltare chi non la pensa come te e vederlo non come un nemico da abbattere ma soltanto come un avversario". Per il presidente del Senato "la bellezza del bipolarismo è questa, è la logica dell'alternanza. La maggioranza deve sapere che domani può essere opposizione, l'opposizione deve lavorare per diventare maggioranza, ma questo si può realizzare soltanto se si spiegano agli italiani le proprie idee, i propri progetti, non litigando. Litigando non si fa bene al Paese e non si spiega agli italiani quello che si vuol fare e si rimane quindi chiusi in un fortino. Noi dobbiamo fare in modo - conclude - che la politica esca dal fortino della incomunicabilità".

Red/Bar

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