Lunedì 28 Dicembre 2009

Saldi/ Confcommercio: Si spenderanno 6,1 mld, a famiglia 400 euro

Roma, 28 dic. (Apcom) - Tra gli apripista ci saranno Napoli, Roma, Bologna, Milano, Venezia e Palermo che iniziano i saldi il 2 gennaio, il giorno seguente tocca a quelli di Trieste, il 5 gennaio Torino, Genova, L'Aquila fino al 10 del mese quando per ultimi anche i commercianti di Aosta vestiranno a saldo le vetrine dei loro negozi. A ricordare il calendario e ad offrire un vademecum per l'acquisto è la Confcommercio, secondo cui ogni famiglia quest'anno spenderà poco più di 400 euro per abbigliamento e accessori, per un totale di spesa di 6,1 miliardi di euro. Su un totale di famiglie (comprese le convivenze) di quasi 24,7 milioni, secondo la Confcommercio acquisteranno nel periodo di saldi circa 14,5 milioni di queste. Con un numero medio di 2,4 componenti a famiglia, l'associazione dei commercianti calcola che l'acquisto medio a persona sarà di 174 euro. Per il presidente di Federmoda e vicepresidente di Confcommercio, Renato Borghi, "nel contesto generalizzato della crisi il settore della moda è stato sicuramente tra i più colpiti: le vendite della stagione autunno-inverno hanno registrato un andamento assolutamente debole e di conseguenza le scorte nei negozi sono elevate. L'ampia offerta quindi di prodotti e sconti medi superiori al 40% ci fanno sperare in una stagione di saldi moderatamente positiva". La Confcommercio in una sorta di vademecum all'acquisto, ricorda alcuni principi di base utili: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Non c'è obbligo di prova dei capi. Per quanto riguarda i pagamenti, le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. Inoltre, i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Salve specifiche disposizioni regionali, è possibile porre in vendita capi non appartenenti alla stagione in corso. Infine, il prezzo: il negoziante ha l'obbligo di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Il calendario completo dei saldi invernali 2010 si può consultare sul sito www.confcommercio.it. Intanto, secondo un sondaggio sondaggio Format-Confcommercio è risultato che l'87,2% dei commercianti intervistati è favorevole ad una data unica di inizio dei saldi. E se ci sono forti consensi per un inizio unificato dei saldi in tutta Italia non risulta lo stesso sul tema liberalizzazione: lo stesso sondaggio pone al campione di intervistati l'interrogativo se sono o meno favorevoli ai saldi liberi. Le risposte dicono che il 70% degli imprenditori del commercio non sono d'accordo con una totale liberalizzazione dei saldi, in particolare perché per il 55,2% dei commercianti intervistati non porterebbe ad un aumento dei consumi e quindi a maggiori vendite. Per Borghi "è arrivato il momento di mettersi intorno ad un tavolo e cominciare a ridisegnare le regole per le vendite straordinarie: i saldi non devono essere di "inizio stagione" ma di "fine stagione".

Red/Cos

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