Lunedì 28 Dicembre 2009

Calcio/ Bettega: Questa non è vera Juve, lavorare per rialzarci

Roma, 28 dic. (Apcom) - Nessuna anticipazione sui possibili colpi di mercato, "sarò operativo dal primo gennaio", nessuna promessa sui risultati della squadra, "nessuno ha la bacchetta magica", nessun riferimento al passato, "sono stato chiamato per guardare avanti, perché l'obiettivo della Juventus è sempre quello di essere protagonisti e di vincere". Roberto Bettega ha fatto oggi il suo quarto "esordio" in bianconero, richiamato in società come vicedirettore generale e responsabile dell'intera area sportiva. "La mia storia è solo juventina e mai in 35 anni mi sono messo al centro dell'obiettivo", ha detto oggi Bettega a Vinovo nel corso della presentazione alla stampa. "Ho sempre messo prima la Juve e sarà così anche questa volta, per fare il bene della squadra per i tifosi e per la società. Per me il calcio è la Juve, questo è il rapporto che ho con la città e con la mia storia". La Juve di oggi è però una squadra in crisi, reduce da due sconfitte consecutive in campionato contro Bari e Catania e dall'eliminazione dalla Champions League, con l'allenatore Ciro Ferrara finito sul banco degli imputati. "La Juve di adesso non è la Juve vera, dobbiamo cercare con serenità di capire il perché per tornare al livello di due mesi fa", ha spiegato Bettega. "Occorrerà il tempo necessario, crediamo tutti nel lavoro di squadra. E io ho sempre preferito agire piuttosto che parlare. La prima mossa che farò? Non c'é una cosa più immediata da fare, ora per me è necessario entrare dentro tanti problemi e logicamente oggi c'é una parte della macchina che stenta a inserire la marcia, quindi devo cercare il più velocemente possibile, con l'aiuto di tutti, di dare il mio contributo per farla riprendere. Perché la macchina non è ferma, siamo terzi in classifica. Siamo fuori dalla Champions, è vero, ma non ci sarebbe niente di male nel tentare di rivincere la Coppa Uefa". E il problema non è l'allenatore, secondo Bettega: "I problemi non nascono mai da soli, occorre analizzarli. E se rileggiamo le cose scritte sulla Juve e sul suo allenatore tre mesi fa ci rendiamo conto di quanto fossero diverse. Questa è la risposta". Schivata invece la domanda insidiosa sul precedente periodo di Bettega da dirigente bianconero nelle gestione di Antonio Giraudo e Luciano Moggi, quella dello scandalo di Calciopoli, della retrocessione in Serie B della Juve, della fresca condanna in sede penale dell'ex amministratore delegato per associazione a delinquere e frode sportiva. "Non rinnego niente", ha detto Bettega. "Per rispetto dei giocatori che gli scudetti li hanno vinti sul campo. Quel che è successo, è successo, vedremo cosa succederà, ma io adesso sono stato chiamato per guardare cal futuro". Sfiorando appena l'argomento legato alle prestazioni della squadra e di alcuni giocatori, come i nuovi acquisti brasiliani Diego e Felipe Melo, finiti nel mirino della critica, Bettega ha ricordato che è necessario "investire ancora" fiducia prima di giungere a conclusioni affrettate.

CAW

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