Sabato 06 Febbraio 2010

G7/ Per eschimesi Inuit vetrina per legittimare caccia alle foche

Roma, 6 feb. (Apcom) - Per i 'Grandi' del mondo si tratta dell'ultima riunione del G7, un foro in cui discutere di economia e finanza internazionali: ma per gli Inuit, il popolo eschimese che vive nella città canadese di Iqaluit che ospita il vertice, è l'occasione per far conoscere al mondo il loro modo di vita basato sulla caccia alle foche, e respingere le accuse e le campagne per vietarla. Secondo il sito di informazione americano All Headline News (Ahn), ministri e banchieri centrali riceveranno prodotti derivati da questa attività come forma di 'pubblicità etnico-culturale'. Così, le sedie dell'assemblea Nunavut saranno tappezzate in pelle di foca, mentre i delegati riceveranno in dono guanti e gilè di foca. Ma non basta: secondo Ahn, nel menu della cena di questa sera ci sarà anche carne di foca. L'Unione europea, da cui provengono quattro dei paesi del G7, guida gli sforzi mondiali per proibire il commercio di prodotti derivati dalla caccia alle foche. L'anno scorso il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza un regolamento che vieta la vendita nell'Ue di prodotti derivati dalle foche. Fra le poche eccezioni figurano proprio gli animali uccisi nel contesto della caccia tradizionale degli esquimesi "e contribuiscono alla loro sussistenza". Le foche sono cacciate dentro e fuori l'Ue per ricavarne prodotti e articoli, quali carne, olio, grasso, organi, pelli per pellicceria e articoli derivati, inclusi i prodotti più vari come le capsule Omega 3 o abiti che incorporano pelli e pellicce lavorate di foca. Nell'Ue le foche sono uccise e scuoiate in Svezia, Finlandia e Regno Unito (Scozia) per ricavarne prodotti o a fini di disinfestazione. Nei paesi terzi la caccia è praticata soprattutto in Canada, Groenlandia, Namibia, Norvegia e Russia. La Danimarca e l'Italia sono di gran lunga i due più grandi importatori di pelli da pellicceria gregge di foca destinate alla trasformazione o vendita sul mercato comunitario. La Danimarca le importa direttamente dal Canada e dalla Groenlandia, mentre l'Italia da Russia, Finlandia e Scozia.

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